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TRENTO. Le risorse destinate ai bambini con Bisogni educativi speciali (Bes) nelle scuole dell’infanzia trentine finiscono al centro di un’interrogazione provinciale. La consigliera del Partito democratico Francesca Parolari chiede alla Giunta di chiarire i criteri utilizzati per assegnare le ore di supporto nell’anno scolastico 2026/2027 e le ragioni dei ritardi segnalati.
Nel mirino c’è la procedura che prevede il blocco temporaneo di una parte delle ore richieste dalle scuole, in attesa di ulteriori verifiche. Secondo Parolari, le risorse verrebbero talvolta restituite solo parzialmente e dopo tempi prolungati, nonostante le valutazioni dei coordinatori pedagogici e dei servizi sanitari.
Una situazione che, denuncia la consigliera, rischia di compromettere l’organizzazione delle attività educative, soprattutto durante la delicata fase degli inserimenti. Tra le criticità segnalate figurano anche la difficoltà di reperire insegnanti specializzati e il sovraccarico di lavoro per il personale, mentre alcune famiglie potrebbero essere costrette a ridurre l’orario di frequenza dei figli.
Con l’interrogazione, Parolari chiede quanti siano i bambini coinvolti, quante ore risultino ancora bloccate e quante richieste siano state respinte o ridimensionate al primo settembre. La consigliera vuole inoltre conoscere i criteri adottati dalla Provincia, le eventuali responsabilità in caso di incidenti durante le ore senza supporto e le ragioni della mancata interlocuzione con le scuole interessate.


