TRENTO. Gli Stati generali della scuola trentina non si terranno nel 2026. L’appuntamento, inizialmente previsto come passaggio preparatorio alla riforma dell’istruzione provinciale, è stato rinviato al prossimo anno. A confermarlo è stata l’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa, rispondendo all’interrogazione della consigliera Lucia Maestri durante il question time del Consiglio provinciale del 3 novembre.

Al momento non è stata fissata una data per la convocazione, mentre sono in corso approfondimenti e valutazioni di fattibilità per proporre l’avvio dell’iniziativa nel 2027.

Gerosa ha spiegato che il rinvio è legato anche al clima che si è creato attorno al mondo scolastico, ritenuto non favorevole all’avvio di un confronto di questo tipo. Il progetto, tuttavia, non è stato accantonato.

Tra i temi che dovrebbero essere affrontati figurano i cambiamenti demografici, l’evoluzione delle competenze, l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale, il benessere degli studenti e del personale scolastico, le professioni educative, l’inclusione e il rapporto tra scuola e territorio.

Un confronto che dovrebbe coinvolgere anche le nuove esigenze del sistema economico e sociale trentino.

La risposta dell’assessora non ha però soddisfatto Maestri, che ha contestato il rinvio, ritenendo che proprio le tensioni e il fermento presenti nel mondo della scuola rendano necessario aprire un confronto.

La consigliera ha accusato la Giunta di procedere con una riforma attuata progressivamente, attraverso circolari e regolamenti, senza un adeguato coinvolgimento delle rappresentanze scolastiche, dei dirigenti, dei territori e delle minoranze linguistiche.

Per Maestri, gli Stati generali non rappresentano un appuntamento simbolico, ma un passaggio fondamentale per costruire riforme condivise.