TRENTO. Sono bastate due ore di perlustrazione nel centro storico per raccogliere 5,6 chilogrammi di mozziconi di sigaretta, pari a circa 16 mila "esemplari" di un rifiuto che può contenere fino a 4.000 sostanze dannose per l'ambiente. Un risultato impressionante, soprattutto se si considera la rapidità dell'intervento. Il "bottino" è stato messo insieme da una sessantina di scout Cngei (l'associazione scout laici), dagli otto anni in su, affiancati da una ventina di altri volontari. L'iniziativa si è svolta in occasione del World Thinking Day, la giornata che ogni anno ricorda la nascita del fondatore dello scautismo Robert Baden-Powell e della moglie Olave, e invita a riflettere sul significato dell'essere scout.

A coordinare la raccolta è stata l'associazione Plastic Free, che promuove in Trentino passeggiate ecologiche aperte ai cittadini, con l'obiettivo di coinvolgere sempre più persone nella tutela del territorio. La referente regionale, Rosalba d'Aiello, ha apprezzato l'impegno dei ragazzi: «Ci siamo concentrati su piazza Duomo, piazza Pasi, via Verdi, via Rosmini, trovando tantissimi, troppi mozziconi. Chi crede che gettare a terra un mozzicone sia un gesto inoffensivo deve ricredersi: ogni singolo mozzicone può inquinare mille litri d'acqua con sostanze tossiche per le persone e l'ambiente. Collaborare con gli scout è stato molto bello, questi scout Cngei sono proprio in gamba!». Le sue parole restituiscono bene la dimensione del problema e la soddisfazione per un'azione collettiva che ha un impatto immediato.

A testimoniare il valore dello scautismo come percorso capace di creare cittadini migliori sono anche alcuni scout adulti incontrati durante la giornata. Francesca Ruozi, coordinatrice dei "senior", lancia un appello rivolto non solo ai giovani ma anche agli adulti: «Cerchiamo sempre nuovi capi scout, adulti che vogliano affacciarsi a un percorso di responsabilità verso i giovani. Non è necessario aver fatto gli scout da ragazzi: ci si può avvicinare da adulti, con incarichi adeguati alle proprie caratteristiche personali. Basta la voglia di impegnarsi nei confronti dei futuri cittadini, facendo del bene divertendosi». Michela Denti sottolinea il senso civico dell'esperienza: «Essere scout non vuol dire solo stare nei boschi e vivere la natura. Com'è accaduto anche con la raccolta di oggi, significa prendersi cura della città e diventare cittadini migliori». Cristina Del Bianco ricorda invece le esperienze più significative vissute nel movimento: «Mi sono avvicinata a questo mondo all'età di 18 anni, stringendo tanti legami di amicizia importanti e vivendo momenti che porto ancora con me». Michele Ditaranto riflette sulla caratteristica laica del Cngei: «Siamo laici alla scoperta di una propria spiritualità. Anche i capi scout sono continuamente alla ricerca: hanno importanti responsabilità verso i giovani, perché i ragazzi li osservano e li imitano. Dobbiamo cercare di dare il nostro meglio». Un pensiero che riassume bene la filosofia del movimento e il ruolo educativo degli adulti. Fa.Pe.