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TRENTO. Il sistema GAT-R è destinato a essere superato. In Trentino cambierà l’organizzazione dei percorsi di ricovero riabilitativo, con l’obiettivo di riportare al centro le valutazioni cliniche dei medici e rendere più appropriata la presa in carico dei pazienti.
L’annuncio è arrivato durante il question time del Consiglio provinciale del 3 novembre, in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Claudio Cia, che aveva chiesto alla Giunta di intervenire su un sistema ritenuto fonte di passaggi burocratici e possibili ritardi nell’accesso alle cure.
A confermare la revisione è stato l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, che ha spiegato come il nuovo assetto organizzativo dovrebbe diventare operativo già all’inizio del 2027.
Il GAT-R, introdotto nella precedente legislatura, era stato concepito come uno strumento unico e coordinato per gestire il passaggio dei pazienti dall’ospedale o dalle cure primarie verso strutture di lungodegenza, riabilitazione intensiva o forme temporanee di residenzialità.
Il sistema aveva l’obiettivo di garantire percorsi appropriati, monitorando la durata dei ricoveri e gli esiti di salute. Secondo le criticità sollevate da Cia, tuttavia, l’attuale organizzazione rischierebbe di determinare sovrapposizioni rispetto alle valutazioni degli specialisti e di assegnare le destinazioni riabilitative sulla base della documentazione, senza un adeguato confronto con il paziente.
La revisione annunciata da Tonina punta a modificare proprio questo meccanismo.
L’indicazione al ricovero riabilitativo dovrà nascere dal confronto diretto tra il medico che ha in carico il paziente e lo specialista in medicina fisica e riabilitativa. La decisione sarà basata sulle condizioni cliniche, sul bisogno riabilitativo, sulla complessità assistenziale e sull’appropriatezza del setting di cura.
L’obiettivo è garantire a ciascuna persona un percorso coerente con il proprio piano riabilitativo individuale, evitando procedure che possano ostacolare l’accesso alle cure.
Cia ha accolto positivamente la risposta dell’assessore, esprimendo soddisfazione per la prospettiva di superamento dell’attuale modello.
Il consigliere ha sottolineato l’importanza di restituire centralità alle valutazioni cliniche e di consentire ai pazienti di accedere in Trentino a percorsi riabilitativi adeguati, senza essere costretti a rivolgersi a strutture fuori provincia.


