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GARDOLO. In una tranquilla domenica mattina d'autunno era scoppiato un putiferio in un bar di Gardolo: tre fratelli si scagliarono contro il gestore del locale e pure contro i carabinieri intervenuti per sedare la lite. Era l'ottobre 2022. Non c'erano stati solo calci e pugni. Come una furia gli aggressori avevano forzato e mandato in frantumi la porta a vetri, e distrutto parte degli arredi del locale, per un danno calcolato in diverse decine di migliaia di euro.
Il gestore, che era stato medicato al pronto soccorso (dieci giorni di prognosi) e si è costituito parte civile, si riserva di presentare richiesta ufficiale di danni. A processo per lesioni e minacce in concorso sono finiti i tre fratelli: originari dell'Albania, sono accusati di aver fatto irruzione nel locale per cercare di risolvere da sé una questione che si trascinava da tempo per i fastidi creati da una presunta mala gestione del bar, con musica e schiamazzi fino a tarda notte.
Quel mattino il gestore aveva trovato la luce staccata. Nel recarsi nel locale in cui si trovano i contatori, trovando la serratura cambiata, aveva citofonato ai condòmini. Uno dei residenti non avrebbe gradito il disturbo e, raggiunto il titolare del bar al piano terra, l'avrebbe colpito con una testata. Erano poi intervenuti i carabinieri, che si erano chiusi all'interno del bar con il gestore.
La presenza dei militari non aveva fermato l'aggressore, che successivamente si era presentato davanti al locale assieme ai suoi due fratelli pretendendo di entrare e poi danneggiando l'ingresso. I carabinieri, colpiti dalle schegge della vetrata infranta, erano stati costretti ad utilizzare il "taser". L'udienza, celebrata davanti al giudice Luigi Lunardon, è stata rinviata al prossimo autunno per la discussione.


