TRENTO. La Residenza Fersina di Trento sarà dismessa entro il 30 giugno 2027. È questa la scadenza indicata dalla Provincia per la chiusura della struttura destinata all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, al centro di un’interrogazione presentata dal consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella.

La questione è stata affrontata durante il question time del Consiglio provinciale del 3 novembre, con un confronto sulle condizioni igieniche e manutentive del centro e sulla necessità di individuare una nuova sistemazione per le persone attualmente ospitate.

A rispondere è stato il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli, che ha ricostruito le criticità riscontrate nella struttura. Tra i problemi segnalati figurano infiltrazioni d’acqua, deterioramento delle pavimentazioni, fessurazioni e danneggiamenti dei dispositivi igienico-sanitari. Alcune problematiche, secondo quanto riferito dall’assessore, sarebbero legate anche a ripetuti danneggiamenti da parte di alcuni ospiti.

Con la riattivazione del riscaldamento è stata inoltre individuata una perdita nella rete di distribuzione, che ha richiesto un intervento idraulico urgente. Le squadre tecniche sono al lavoro per riparare le condotte, ripristinare l’impianto termico e mettere in sicurezza le aree interessate.

Spinelli ha fornito anche i dati relativi alle attività di pulizia e manutenzione. I tre piani della struttura vengono puliti quotidianamente, con due operatori dal venerdì alla domenica e uno negli altri giorni. Le aree esterne vengono invece pulite tre volte alla settimana, mentre nel corso del 2026 sono stati effettuati dieci interventi di disinfestazione.

La chiusura della Residenza Fersina è prevista entro il 30 giugno 2027, con il trasferimento dell’accoglienza in una sede appositamente individuata.

Una prospettiva che non soddisfa pienamente Zanella, secondo cui le criticità della struttura non possono essere ricondotte esclusivamente ai comportamenti degli ospiti. Il consigliere ha richiamato le difficoltà di un modello di accoglienza che concentra circa 200 persone di diverse nazionalità in un’unica sede, evidenziando la necessità di investire maggiormente nei percorsi di integrazione, nella formazione linguistica e nell’inserimento lavorativo.

Zanella ha inoltre contestato la gestione delle segnalazioni relative alle cimici dei letti, chiedendo interventi tempestivi e una maggiore attenzione alle condizioni di vita degli ospiti.

Per il consigliere, dunque, non basta individuare una nuova sede: serve ripensare il sistema di accoglienza, privilegiando strutture più piccole e percorsi capaci di favorire l’integrazione sociale e lavorativa.