TRENTO. La dichiarazione di «non conformità» urbanistica arrivata nella Conferenza dei servizi del 28 luglio non rappresenta una bocciatura del progetto né comporterà un rallentamento della nuova viabilità di Ravina, infrastruttura considerata fondamentale anche per l’accesso al futuro Polo universitario e ospedaliero del Trentino. Dopo gli interrogativi sollevati dalla pubblicazione dell’avviso relativo all’opera S-602, la Provincia autonoma di Trento interviene per chiarire che si tratta di un «passaggio tecnico e procedurale ampiamente previsto dall’iter». La difformità rispetto al Piano regolatore dovrebbe essere superata nella Conferenza dei servizi decisoria convocata per ottobre.

 

A precisare la situazione è il commissario straordinario Gianfranco Cesarini Sforza. Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato esaminato il 28 luglio dalla Conferenza dei servizi istruttoria, che ha accertato la non conformità dell’opera sotto il profilo urbanistico. Una circostanza legata al fatto che la nuova infrastrutturazione dell’area non coincide con il sedime della viabilità esistente e quindi con le attuali previsioni del Prg. La nuova circonvallazione, gli svincoli e le opere connesse occupano infatti aree diverse rispetto al tracciato attuale. Da qui la necessità di adeguare lo strumento urbanistico.

Il Comune di Trento, presente alla Conferenza e favorevole alle linee di sviluppo del progetto, dovrà quindi completare i passaggi necessari per superare la difformità. L’assessora comunale all’urbanistica Monica Baggia aveva già spiegato che la modifica necessaria era stata inserita nella variante 2024. Secondo la Provincia, dunque, non ci sarebbero né un errore progettuale né uno stop all’opera: il nodo urbanistico dovrebbe essere risolto nell’ambito dello stesso procedimento autorizzativo. Il passaggio decisivo è fissato per ottobre, quando è prevista l’approvazione in sede di Conferenza dei servizi decisoria.

L’intervento S-602 ha un quadro economico complessivo di circa 70 milioni di euro, dei quali 50 milioni destinati ai lavori. Il progetto prevede la messa in sicurezza della SS12 tra lo svincolo di via Jedin, a nord, e la foce del Fersina, a sud, coordinandosi con il nuovo ponte di Ravina già in costruzione. Il cuore dell’intervento sarà una rotatoria di smistamento del diametro di 50 metri sulla sinistra Adige, in corrispondenza del nuovo ponte, collegata sia alla circonvallazione sia all’area destinata al nuovo ospedale. È previsto inoltre un sottopasso a quattro corsie, due per ogni senso di marcia, lungo l’asse nord-sud.

Il progetto comprende anche una nuova viabilità per raggiungere l’area ospedaliera da sud, la rettifica del tratto terminale della foce del Fersina per migliorare la confluenza con l’Adige e un nuovo ponte sul torrente. Saranno inoltre realizzati una pista ciclopedonale sull’argine sinistro dell’Adige fino all’area ospedaliera, il ripristino della continuità arginale e nuovi accessi all’area Terna. La riorganizzazione consentirà anche di eliminare alcuni accessi diretti alla circonvallazione, indirizzando la viabilità locale verso il lato interno.

La nuova rete stradale è considerata strategica anche in vista del cantiere del Polo universitario e ospedaliero, per il quale è prevista una durata di circa sei anni, con una presenza che potrà arrivare fino a 150 mezzi a seconda delle diverse fasi dei lavori. L’infrastruttura dovrà però servire anche alla mobilità ordinaria, migliorando il collegamento nord-sud della città e quello con la Destra Adige.

Dopo il passaggio previsto in ottobre, l’iter proseguirà con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, quindi con la redazione del progetto esecutivo e infine con l’appalto. Secondo il cronoprogramma indicato dalla Provincia, salvo imprevisti, i lavori potranno essere aggiudicati entro la fine del 2027 e avranno una durata stimata di circa tre anni. Il cantiere è stato progettato in modo da mantenere percorribile la tangenziale durante gli interventi, garantendo almeno una corsia aperta per ciascun senso di marcia.