TRENTO. «Quanto accaduto in via di Madonna Bianca non può essere liquidato come una semplice fatalità: quella situazione di pericolo era stata segnalata e ampiamente preannunciata». Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Daniele Demattè interviene dopo la caduta di un ramo su un'auto in transito avvenuta ieri, 14 settembre. Nell'incidente non si sono registrati feriti, ma ci sono state pesanti ripercussioni sulla viabilità.

Demattè sostiene di aver segnalato più volte il problema all’assessore comunale Andrea Fernandez, già nel maggio scorso. «Ho ancora i messaggi nei quali sollecitavo un intervento. La risposta è stata sempre la stessa: il Comune aveva provveduto a sollecitare la proprietà privata e si era in attesa che fosse quest’ultima a intervenire». Una modalità che, secondo il consigliere, quanto avvenuto dimostrerebbe essere insufficiente di fronte a un possibile rischio per i cittadini.

«La sicurezza delle persone non può essere subordinata ai tempi di risposta dei privati», afferma l'esponente di FdI, ricordando di aver portato all'attenzione dell'amministrazione anche altri casi, dalle piante di via del Castel a Mattarelloalla situazione di via di Maderno a Martignano, dove nei mesi scorsi si sarebbe già verificata la caduta di rami.

Secondo Demattè, quando alberi o rami provenienti da proprietà private rappresentano un pericolo per strade e marciapiedi, il Comune dovrebbe prima intimare al proprietario di intervenire e, in caso di mancata risposta in tempi rapidi, provvedere direttamente alla messa in sicurezza, rivalendosi successivamente sul privato per i costi sostenuti.

«Ieri un ramo è caduto su un veicolo in transito. Fortunatamente non ci sono state conseguenze ben più gravi. Dobbiamo davvero aspettare che qualcuno si faccia seriamente male?», domanda il consigliere, precisando che la posizione non cambia quella sostenuta da Fratelli d’Italia a tutela del patrimonio arboreo cittadino.

La questione arriverà ora anche in Consiglio comunale. Demattè annuncia che tornerà a sollecitare Fernandez in aula, chiedendo chiarimenti sulle modalità con cui l'amministrazione interviene davanti a situazioni di pericolo già segnalate. «La sicurezza pubblica viene prima delle tempistiche amministrative e, soprattutto, dei tempi di attesa di un privato».