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TRENTO. Ogni occasione è buona per fare dibattito politico, ma forse questa volta si è un pochino esagerato. Al centro della discussione non ci sono questioni legate alla salute piuttosto che alla sicurezza pubblica, ma ci sono i social network. In due storie su Instagram, infatti, il sindaco Franco Ianeselli ha fatto gli auguri di "Buon Ramadan" e di "Buona Quaresima" dato che quest'anno l'inizio delle due ricorrenze risultava concomitante.
A non tutti però queste storie sono piaciute e a storcere il naso è stato il consigliere comunale Daniele Demattè di Fratelli d'Italia. Il primo cittadino non si aspettava di certo di scatenare una polemica e nel fare gli auguri alle due comunità religiose aveva citato anche le parole del Cardinale Zuppi: «Tale sovrapposizione è simbolo di un incontro profondo tra i nostri cuori» e come sottolineato da Ianeselli stesso: «Una bella coincidenza che per la città di Trento rappresenta benissimo quella città plurale descritta da Chiara Lubich».
La scrittrice trentina citata dal sindaco è stata la fondatrice del Movimento dei Focolari, una corrente di rinnovamento spirituale e sociale che mira a contribuire all'unità della famiglia umana secondo il mandato evangelico "Che tutti siano uno". Il consigliere Demattè però non si è trovato d'accordo e ha deciso di ripubblicare sul suo profilo solamente una delle due storie (quella con gli auguri alla comunità islamica, ndr), sollevando così un polverone sui social.
I commenti sotto al post del consigliere non sono stati affatto carini nei confronti di Ianeselli, tant'è che il sindaco ha ritenuto necessario ripubblicarne una parte, ritenendosi amareggiato non per le offese subite, ma per aver ignorato il messaggio di "Buona Quaresima", accusandolo di preferire i cittadini musulmani. Sotto a quest'ultimo post, sono stati più i commenti di conforto rispetto a quelli critici.
«Il consigliere Demattè con la sua azione - spiega Ianeselli - omette una parte per raccontare di un sindaco che pensa solo ad una comunità. Questa politica di post-verità basata sulla manipolazione delle informazioni, non la condivido. Trento è una città plurale con diverse provenienze e diverse credenze, tutti in questa città possono trovare un senso di appartenenza e un punto in comune. Questa logica di continua contrapposizione non serve a nessuno ed è ben lontana dal confronto civile e democratico».
Di ben altra idea resta Demattè che accusa il sindaco di fare "preferenze" cercando il sostegno nella comunità che ritiene più opportuna. «È risaputo che gli auguri da parte del sindaco di "Buon Natale" e "Buona pasqua" latitano. A memoria, da quando sono in Consiglio comunale, ormai da più di cinque anni, non mi pare di averli mai sentito alla fine delle sedute comunali prima delle festività, a differenza del Ramadan a cui è sempre prodigo con gli auguri. A Trento ci sono diverse comunità religiose come quella degli ortodossi, dei buddisti e degli indiani, ma il sindaco sembra dimenticarsele. Ognuno è libero di festeggiare come crede e cercare il sostegno nella comunità che ritiene più opportuna, tuttavia i cittadini se ne accorgono».


