TRENTO. Liste d’attesa, carenza di personale e rapporto tra sanità pubblica e strutture private convenzionate. Sono alcuni dei nodi sollevati dal consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella in un’interrogazione dedicata alla radiologia convenzionata e accreditata in Trentino.

Secondo Zanella, il sistema sanitario provinciale presenta «criticità rilevanti» nella gestione dei servizi di diagnostica per immagini. Al centro della segnalazione c’è innanzitutto la difficoltà del sistema pubblico a rispondere alla domanda, che il consigliere collega alla possibile carenza di tecnici sanitari di radiologia medica e di medici radiologi in Asuit.

Nell’interrogazione viene inoltre ipotizzato che la situazione possa essere aggravata dal passaggio di professionisti verso le strutture private convenzionate, ritenute più attrattive sotto il profilo delle condizioni lavorative ed economiche. Da qui la preoccupazione espressa da Zanella per un progressivo spostamento di attività dalla sanità pubblica a quella privata.

Un secondo tema riguarda la distribuzione territoriale delle prestazioni. Il consigliere segnala casi in cui i cittadini vengono indirizzati verso strutture private convenzionate anche molto distanti dal luogo di residenza, persino per esami di base come le radiografie di segmenti ossei. Nell’interrogazione viene citato il caso delle strutture presenti in Val di Sole e in Val Rendena, alle quali verrebbero indirizzati anche pazienti provenienti dal Primiero.

C’è poi il capitolo della digitalizzazione e della condivisione dei dati sanitari. Zanella denuncia una presunta mancata interoperabilità tra alcuni centri privati convenzionati e i sistemi di Asuit e il Fascicolo sanitario elettronico. Tra le strutture citate nell’interrogazione figura anche Alp Trauma Clinic. Secondo quanto riferito dal consigliere, in alcuni casi i pazienti sarebbero ancora costretti a portare con sé supporti fisici oppure link protetti da password per consentire ai medici di consultare gli esami effettuati.

L’ultimo punto riguarda invece la qualità delle immagini diagnostiche. Nell’interrogazione vengono riferiti alcuni casi nei quali gli esami effettuati in strutture private non sarebbero risultati sufficientemente utilizzabili, rendendo necessario ripetere successivamente la prestazione nel sistema pubblico. Zanella ipotizza diverse possibili cause, dalla dotazione tecnologica alla modalità di esecuzione degli esami, ma si tratta di aspetti che dovranno essere verificati.

La conseguenza segnalata è duplice: da una parte un ulteriore allungamento delle liste d’attesa, dall’altra la necessità per il cittadino di sottoporsi nuovamente all’esame, con un nuovo ticket e una seconda esposizione radiologica nel caso degli accertamenti che la prevedono.

L’interrogazione porta quindi all’attenzione della Provincia il funzionamento complessivo della rete tra radiologia pubblica e strutture convenzionate, chiedendo di fare chiarezza sulle modalità di erogazione delle prestazioni, sulla distribuzione territoriale, sull'integrazione dei sistemi informativi e sugli standard qualitativi delle diagnostiche.