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La maglietta attillata e le scarpe con tacco 14 sono bianche; nel buio servono per farsi vedere e anche per attirare maggiormente i clienti. I pantaloni, da quanto corti, spesso sembrano quasi inesistenti ed oltre al seno prorompente ad essere messe in risalto sono le labbra con un rossetto rosso fuoco. Sono le 21.30 di venerdì sera e Alina (un nome di fantasia perché la giovane che abbiamo incontrato non ha voluto darci il proprio) è già in via Brennero e aspetta i clienti accanto all'incrocio con via Marconi. Ha i capelli ricci, legati con un elastico. È nata in Nord Africa ed ha 23 anni. Conosce bene l'italiano e come molte sue colleghe, arriva da Verona.
Ci avviciniamo per parlarle e per capire qualcosa in più di lei. Impossibile però avviare un dialogo. Dopo averci salutato con un «Ciao» ci chiede subito di salire in macchina. «Ho freddo» dice appoggiandosi con le braccia sul finestrino, «dai fammi salire che scaldo anche te». I 23 anni non li dimostra per nulla. Sembra molto più giovane e porta anche degli orecchini a forma di farfalla multicolore. Dopo poche parole vuole però arrivare al dunque e lo fa dicendoci le sue tariffe, con la semplicità di chi è abituata a considerare il corpo un «prodotto» da supermercato. «Per un rapporto completo - spiega - sono 30 euro, mentre solo 20 euro per un rapporto orale».
Le diciamo che ripasseremo più tardi, lei si allontana e si rimette ai bordi della strada prendendo dalla tasca un cellulare e attendendo i clienti. Nelle vie parallele di via Brennero il fenomeno della prostituzione è molto diffuso. Ad ogni curva, ad ogni pensilina delle fermate d'autobus e ad ogni spiazzo che sia abbastanza, ma non troppo, al buio, c'è qualche ragazza che attende.
Il passare di auto è continuo, rallentano, guardano e poi accostano abbassando il finestrino. Si scambiano due o tre parole fino a quando l'autista apre lo sportello per far salire la ragazza e se la porta via. Sempre in macchina decidiamo allora di arrivare fino in via Gilli, a poca distanza dal Top Center. Qui ad attendere c'è una ragazza che più di altre vuole rendersi visibile con un vestito di colore rosso con tanto di lustrini. Ci fermiamo nuovamente e questa volta l'approccio che ci riserva questa ragazza che arriva dal Sud America è molto diretto. «Dammi 40 euro in macchina oppure andiamo a casa per 70 euro».
A poca distanza, all'interno del parcheggio del Top Center, vediamo che c'è un gruppo di altre ragazze del Nord Africa che si sono incontrate. Sono quattro e quando ci avviciniamo solo una di loro decide di venire accanto al finestrino. Le altre invece prima ci guardano e poi si allontanano. «Ciao come va?» ci domanda e subito dopo ci chiede cosa stiamo cercando. Anche per lei le tariffe sono di 30 euro per una rapporto completo mentre 20 euro per uno orale. «Chiediamo tutte la stessa somma» ci dice prima di andarsene, quasi indispettita perché non abbiamo accettato.
La vita notturna di via Brennero è così. Dalle nove di sera fino a notte fonda. Non mancano i momenti di imbarazzo per chi si ferma a fare benzina e si trova a fare i conti con ragazze che insistono nell'offrire qualche prestazione. D'altronde, per loro, bisogna arrivare alla fine della notte con qualche guadagno. Questa non è però l'unica zona della città dove è diffusa la prostituzione. Basta attraversare via Tomaso Gar, via Sanseverino oppure corso Buonarroti per capire come la dura legge della strada riguardi ormai, purtroppo, tante, troppe, ragazze.


