PHOTO
TRENTO. Il coordinamento No Cpr Trentino Alto Adige interviene con una dura nota contro le dichiarazioni dell’assessora comunali alle politiche sociali Caterina Casonato, che ha affermato “di non disporre di elementi sufficienti per esprimersi sulla possibile apertura di un Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) a Trento, annunciata pochi giorni fa dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti. “Parole che destano profondo stupore e amarezza”, scrivono gli attivisti, definendo “preoccupante” la posizione dell’amministrazione comunale.
Secondo il coordinamento No Cpr, “è grave che un’esponente della giunta comunale – e in particolare l’assessora alle politiche sociali – affermi di non sapere cosa accade all’interno dei Cpr. Nella nota vengono ricordati i casi di Moussa Balde, Ousmane Sylla e di altre persone decedute sotto la responsabilità dello Stato, nell’indifferenza generale”.
Gli attivisti ribadiscono che “i Cpr non hanno nulla a che vedere con la sicurezza dei cittadini e delle cittadine: sono, al contrario, buchi neri dove il diritto muore, e con esso la libertà e la dignità di tutte e tutti”. E aggiungono che queste strutture “non sono una novità: dal 1998 rappresentano lo stesso dispositivo di criminalizzazione e disumanizzazione delle persone prive di permesso di soggiorno”.
“Non sono luoghi di contrasto alla criminalità – prosegue il comunicato – ma strutture di reclusione amministrativa dove lo Stato rinchiude chi ritiene non degno di restare in Italia, promettendo rimpatri che nel 90% dei casi non avvengono”.
Il coordinamento sottolinea che le parole dell’assessora Casonato risultano “ancora più sconcertanti” alla luce dei numerosi incontri e momenti pubblici che si sono tenuti sul tema a Trento: tra questi, quello ospitato alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento con l’avvocato Maurizio Veglio (ASGI) e il medico infettivologo Nicola Cocco (rete No Cpr), o la rappresentazione teatrale “No ai lager di Stato: eccellenza Cpr” diretta da Ilaria Andaloro e Fabio Gaccioli, ispirata a una dichiarazione del sindaco Franco Ianeselli, poi anch’egli contrario all’ipotesi di un Cpr in città.
Il coordinamento No Cpr chiede quindi “una presa di posizione chiara e pubblica da parte dell’intera giunta comunale” e invita l’assessora Casonato, insieme alla cittadinanza, a partecipare all’incontro pubblico “PANOPTICON – Le pratiche sanitarie di salute mentale nei CPR e nel sistema di accoglienza territoriale”, in programma mercoledì 29 ottobre alle 20.30 nella Sala Falconetto di Palazzo Geremia (via Belenzani 20, Trento).
All’incontro interverranno Eugenia Campanella (Brigata Basaglia), Francesco Tomasi (Collettiva Psicologia Anticarceraria), Stefano Bleggi (coordinamento No Cpr Trentino Alto Adige), due dottoresse del Gruppo Immigrazione e Salute del Trentino e lo psicologo Federico Zanella, già attivo alla residenza Fersina. Modera la giornalista de l’Adige Francesca Cristoforetti.


