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TRENTO. Lo sport come strumento per ritrovare fiducia, autonomia e nuovi obiettivi dopo un trauma. È questo il messaggio emerso dall'incontro organizzato dal Comitato Italiano Paralimpico di Trento nella sede Inail di via Brennero, dedicato al personale dell'istituto e incentrato sull'eredità delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. A confrontarsi con i partecipanti sono stati organizzatori e atleti, accomunati dall'esperienza vissuta durante i Giochi e dall'impegno per diffondere la cultura dello sport paralimpico.
Tra gli interventi quello di Alfio Pisanu, direttore della sede Inail di Trento, che ha evidenziato l'importanza di rafforzare il legame tra gli assistiti e le discipline paralimpiche. Tito Giovannini, rappresentante del Trentino nel consiglio di amministrazione della Fondazione Milano Cortina, ha ripercorso il cammino che ha portato ai Giochi, ricordando il coinvolgimento di 18.000 volontari selezionati tra 130.000 candidature, 6 discipline paralimpiche, 79 gare e 412 medaglie assegnate. Ha inoltre sottolineato come l'eredità dell'evento sia rappresentata non solo dagli impianti, ma anche dall'esperienza organizzativa e dalla promozione internazionale del territorio.
Marisa Giacomuzzi, coordinatrice dell'attività dello stadio del fondo di Tesero, ha ricordato le difficoltà affrontate a causa delle condizioni meteorologiche, ma anche gli investimenti che hanno consentito di rinnovare il trampolino di Predazzo, inutilizzabile dal 2018, e di realizzare nuove strutture a servizio delle piste del fondo. Nei siti della Valle di Fiemme hanno gareggiato 296 atleti olimpici e 180 paralimpici, con l'assegnazione di 38 medaglie tra parasci e parabiathlon. La dirigente ha inoltre evidenziato il riconoscimento internazionale GSTC ottenuto dalla valle per il turismo sostenibile.
Il presidente del Cip Trento Massimo Bernardoni ha ricordato il quarto posto dell'Italia nel medagliere paralimpico e la presenza di nove atleti trentini, oltre a tre guide. Tra i protagonisti Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel, mentre Paolo Ioriatti, Orietta Bertò e Maddalena Casagrande hanno raccontato la loro esperienza nel wheelchair curling, sottolineando come lo sport rappresenti uno strumento fondamentale per ritrovare energia e prospettive dopo la disabilità. Un percorso che, è stato ribadito, dovrebbe iniziare il prima possibile grazie anche al sostegno dell'Inail.


