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TRENTO. Quanto sono costate finora le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e quali oneri potrebbero ancora ricadere sulle casse pubbliche? È il nodo al centro dell'interrogazione a risposta scritta presentata dalla consigliera provinciale del Partito democratico Lucia Maestri, che chiede alla Giunta di fare chiarezza sulla spesa sostenuta, sulla situazione debitoria della Fondazione Milano-Cortina e sulle garanzie finanziarie assunte dalla Provincia autonoma di Trento.
Nell'atto, la consigliera richiama i dati contenuti in un rapporto della rete Open Olympics 2026, promossa da diverse organizzazioni ambientaliste e associative. Secondo le cifre riportate nell'interrogazione, a settembre la spesa complessiva legata ai Giochi avrebbe raggiunto 3 miliardi e 625 milioni di euro, con un incremento di circa 209,9 milioni rispetto alle previsioni iniziali.
Una crescita dei costi che riapre la questione della ripartizione degli oneri tra le istituzioni coinvolte. Stando alla ricostruzione contenuta nel documento, alle Regioni e alle Province autonome interessate sarebbero attribuite quote per complessivi 84,7 milioni di euro: 50 milioni alla Lombardia, 17,2 milioni alla Provincia di Trento, 2 milioni alla Provincia di Bolzano e 15,5 milioni al Veneto. Rimarrebbero quindi da chiarire le modalità di copertura della parte restante dell'aumento, pari a 115,2 milioni di euro.
Un altro elemento di preoccupazione riguarda lo stato di avanzamento delle opere. Secondo i dati citati da Maestri, a fronte della spesa complessiva, il 25% sarebbe stato destinato a interventi conclusi, il 17% a opere ancora in esecuzione e il restante 58% a progetti non ancora avviati, in attesa di appalto o in fase di progettazione. Una situazione che, secondo la consigliera, potrebbe comportare ulteriori incrementi dei costi e degli impegni finanziari nei prossimi anni.
L'interrogazione si concentra poi sulla posizione della Fondazione Milano-Cortina 2026, il soggetto incaricato dell'organizzazione dei Giochi. Nel documento vengono riportati debiti per circa 1,02 miliardi di euro e un deficit patrimoniale di 176,5 milioni, a fronte di crediti pari a 365,8 milioni. Maestri chiede alla Giunta provinciale se sia a conoscenza dell'attuale situazione finanziaria della Fondazione e quali siano le prospettive per un eventuale ripianamento delle passività.
Al centro della richiesta di chiarimenti c'è anche una decisione adottata dalla Provincia nell'agosto 2026. Con la deliberazione numero 1153 del 3 agosto, l'amministrazione ha preso atto di quanto dichiarato dal Comitato olimpico internazionale in merito allo svincolo delle somme precedentemente accantonate a garanzia degli impegni assunti. Secondo quanto riportato nell'interrogazione, questa operazione avrebbe reso nuovamente disponibili sul bilancio provinciale oltre 79 milioni di euro, in precedenza vincolati a copertura della quota di rischio legata alla Fondazione.
La consigliera domanda quindi per quali ragioni sia stato possibile procedere allo svincolo e quali siano le conseguenze per i bilanci futuri. Chiede inoltre se la Provincia abbia già erogato risorse per coprire i debiti della Fondazione e se siano previste nuove esposizioni finanziarie in base agli accordi sottoscritti dagli enti coinvolti.
Un ultimo punto riguarda la posizione espressa pubblicamente dalla Giunta, secondo cui il Trentino avrebbe già contribuito al ripianamento delle posizioni debitorie in misura superiore a quanto previsto dal dossier di candidatura. Maestri chiede di conoscere quali risorse siano state effettivamente impiegate e per quali ragioni il contributo provinciale avrebbe superato gli impegni iniziali.
L'obiettivo dell'interrogazione è ottenere un quadro aggiornato e completo dei costi sostenuti e degli eventuali oneri ancora da affrontare, chiarendo quali responsabilità finanziarie ricadano sulla Provincia autonoma di Trento dopo la conclusione dei Giochi.


