TRENTO. «No al mega campo fotovoltaico in località Vela». Italia Nostra Trento si schiera contro il progetto promosso dalla Provincia per realizzare un impianto per la produzione di energia rinnovabile su un terreno di proprietà di Trentino Trasporti. L’associazione contesta soprattutto la definizione di «area inutilizzata», ricordando che per quei terreni il Comune aveva previsto una destinazione a verde pubblico e di uso collettivo.

Il progetto era stato annunciato dalla Provincia il 27 agosto, con l’avvio della fase di valutazione ambientale. Il giorno successivo era arrivato l’avviso pubblico del settore Qualità ambientale dell’Appa, con la possibilità di presentare osservazioni entro il 27 settembre. Secondo Italia Nostra, però, dopo alcuni giorni la pratica non risultava più tra i procedimenti VIA/PAUP in corso ed era stata archiviata. L’associazione sostiene che alla base vi sarebbe l’intenzione di ridimensionare la potenza dell’impianto, facendo così venir meno la necessità della procedura di verifica di assoggettabilità ambientale.

Non potendo presentare osservazioni nell’ambito di quella procedura, Italia Nostra Trento ha deciso comunque di rendere pubblica la propria contrarietà. La posizione dell’associazione è che gli impianti fotovoltaici debbano essere privilegiati sui tetti degli edifici esistenti, evitando per quanto possibile il consumo di suolo. Tra le criticità indicate ci sono l’impatto paesaggistico dei pannelli, il riscaldamento delle superfici e la necessità di preservare lo strato di terreno fondamentale per biodiversità ed ecosistemi.

Ma il nodo principale riguarda proprio la funzione dell’area. «Assolutamente improprio e fuorviante è l’uso del concetto di “area inutilizzata”», sostiene l’associazione, secondo la quale l’impossibilità di edificare non può trasformare automaticamente un terreno in uno spazio privo di utilità per la collettività.

Italia Nostra richiama quindi la Variante 2021 al Prg di Trento. Il 6 luglio di quell’anno il Consiglio comunale aveva deliberato di assegnare all’area una destinazione a verde pubblico. La scelta, ricorda l’associazione, prendeva in considerazione anche una proposta della Circoscrizione Centro Storico-Piedicastello, che aveva indicato la possibilità di creare un «parco-orti comunitari» attraverso un percorso partecipativo con cittadini e associazioni.

La previsione interessava la parte non occupata dal canile, per una superficie di 34.199 metri quadrati, classificata come zona per attrezzature pubbliche e di uso pubblico di interesse urbano, con destinazione funzionale a verde pubblico o collettivo. L’obiettivo delineato dalla Circoscrizione era quello di creare uno spazio di aggregazione tra generazioni, con orti, laboratori, aree botaniche, isole di biodiversità, giardini didattici e iniziative sociali.

La variante affrontava anche il problema della presenza degli elettrodotti, prevedendo che le relative fasce di rispetto venissero considerate nella futura progettazione. Proprio nelle porzioni sottoposte a maggiori limitazioni veniva prospettata la possibilità di realizzare un corridoio ecologico tra la sponda destra dell’Adige e le aree agricole, alternando prati, coltivazioni, arbusti e siepi per favorire biodiversità e qualità paesaggistica.

«Questa è la previsione urbanistica adottata dal Consiglio comunale di Trento e approvata dalla Giunta provinciale con la delibera 558 dell’8 aprile 2022», sottolinea Italia Nostra. Per l’associazione, dunque, i terreni della Vela «non sono affatto un’area inutilizzabile per la collettività».

Il direttivo ricostruisce inoltre la storia della proprietà, ricordando che Trentino Trasporti aveva acquisito l’area dal Comune all’inizio degli anni Duemila con l’obiettivo di realizzarvi un rimessaggio. Nel 2008 aveva chiesto anche l’ampliamento della superficie destinata a questa funzione, salvo poi concentrare le proprie attività nella nuova sede di via Innsbruck, lasciando i circa tre ettari e mezzo della Vela in una condizione definita di «semi-abbandono».

Italia Nostra collega infine la vicenda alle operazioni patrimoniali tra Provincia e Trentino Trasporti che interesserebbero sia i terreni della Vela sia il nuovo centro intermodale di Trento, per il quale negli atti citati dall’associazione compare una stima di compravendita di 20.105.023 euro.

Da qui l’accusa conclusiva del direttivo: il rischio, secondo Italia Nostra, è che il Prg venga modificato per rispondere a esigenze puntuali, anziché essere utilizzato come strumento di programmazione territoriale di lungo periodo. Una critica che porta l’associazione a ribadire il proprio no al progetto fotovoltaico e a chiedere che venga rispettata la vocazione a verde pubblico prevista per l’area.