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TRENTO. Prosegue in tribunale a Trento il processo Perfido 2, il procedimento che punta a fare luce sui presunti legami tra la locale di ’ndrangheta attiva in Trentino e il mondo politico locale. Al centro del dibattimento ci sono le posizioni dei cosiddetti «colletti bianchi», coinvolti nell'inchiesta sui rapporti che, secondo l'accusa, sarebbero intercorsi tra l'organizzazione criminale e alcuni ambienti del territorio.
Nel corso della nuova udienza, celebrata nella sala Falcone e Borsellino davanti alla giudice Elsa Vesco, gli imputati hanno formalizzato le proprie scelte rispetto al percorso processuale. Sei persone hanno chiesto di essere giudicate con rito abbreviato, mentre altre nove hanno optato per il rito ordinario.
A scegliere il rito abbreviato sono stati Filippo Gioia, Vittorio Giordano, Domenico Morello, Bruno Groff, Roberto Dalmonego e Roberto Dandrea. Hanno invece optato per il rito ordinario Alessia Nalin, Pietro Denise, Saverio Arfuso, Nunzio Cipolla, Alfonso Fabrizio Amato, Luigi Sperinini, Mustafà Arafat, Francesco Favara e Mauro Ottobre.
La scelta dei riti comporta percorsi processuali differenti per gli imputati. Il rito abbreviato prevede, in caso di condanna, la riduzione della pena prevista dalla legge, mentre il rito ordinario segue il percorso dibattimentale.
Il prossimo appuntamento in aula è fissato per il 14 dicembre, quando è prevista la prova contraria del pubblico ministero in relazione alle scelte processuali effettuate dagli imputati. La discussione è stata invece calendarizzata per il 22 e il 23 febbraio.
Il procedimento si inserisce nel filone giudiziario che mira ad approfondire i presunti rapporti tra la criminalità organizzata di matrice ’ndranghetista e alcuni esponenti del mondo politico trentino. Le contestazioni dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza degli imputati fino a eventuale condanna definitiva.


