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TRENTO. Colpo di scena per la città di Bologna che, nelle ultime ore, si è vista stoppare il progetto di diventare "Città 30". Il Tar dell'Emilia Romagna infatti ha accolto il ricorso presentato dai tassisti locali - questi ultimi hanno lamentato tempi di percorrenza più lunghi e dunque il rischio di una riduzione del lavoro - e annullato dunque il provvedimento con il cui proprio il Comune di Bologna aveva istituito l'applicazione del limite di velocità dei trenta chilometri orari in modo generale ed indistinto.
Una misura che tuttavia va in contrasto con il Codice della Strada. Inevitabilmente questa notizia ha generato fin da subito discussione attorno al percorso delle zone 30 che anche il Comune di Trento, da diverso tempo, sta portando avanti. E che ha già trovato concretezza in alcune aree sensibili, per esempio in prossimità di scuole o servizi. Ecco, proprio questo passaggio colloca di fatto Trento e Bologna su due piani distinti. Chi sostiene da sempre l'utilità di questo intervento dunque può dirsi soddisfatto, chi invece non si è mai detto convinto dovrà mettersi il cuore in pace: il percorso sull'istituzione di nuove zone 30 nel territorio del comune di Trento proseguirà.
E lo ha confermato anche il sindaco Franco Ianeselli: «Abbiamo deciso di procedere con sperimentazioni in diverse zone della città, perciò il nostro caso è diverso rispetto a quello del comune di Bologna dove invece si è pensato ad un provvedimento generale. Tra l'altro, il tema della velocità e della sicurezza continua ad essere al centro dell'attenzione dei cittadini trentini ed anche durante i "caffè con il sindaco" questo argomento è emerso con forza. Anzi, al momento direi che le richieste sono così numerose che stiamo cercando in tutti i modi di restare al passo. Il principio è quello di avere strade sicure, con meno incidenti, grazie ad interventi mirati che possono certamente incontrare contestazioni, ma restano frutto di un percorso condiviso». Ed in effetti, proprio a testimonianza del fatto che il percorso per l'attuazione delle zone 30 nel comune di Trento non è in discussione, dopo l'applicazione nell'abitato di Gardolo e nel quartiere della Clarina quest'anno inizieranno incontri ed approfondimenti per arrivare alla "costruzione" di apposite zone anche nel paese di Mattarello e nel quartiere dei Solteri.
Risultato al quale l'amministrazione guarda con ottimismo anche e soprattutto, come ribadito dal sindaco, per la forte spinta ricevuta dalla cittadinanza locale proprio in merito all'attuazione di questa iniziativa. Stando alle informazioni disponibili ad oggi sembra che l'intervento interesserà ancora una volta le aree nei pressi di istituti scolastici, con i percorsi di confronto con la cittadinanza che si concluderanno entro i prossimi dodici mesi, al massimo all'inizio del 2027. E altri quartieri e paesi sono alla finestra, in attesa: Campotrentino e Meano insistono da tempo, così come la possibilità della zona 30 era stata esplorata in passato anche da Ravina.


