TRENTO. «Esprimo tutta la mia rabbia e la mia profonda indignazione per quanto sta accadendo al Lido Manazzon». Inizia così la presa di posizione del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Daniele Demattè, che denuncia il ripetersi di episodi di maleducazione, furti, intimidazioni e atteggiamenti aggressivi nei confronti del personale e degli utenti della struttura.

Secondo Demattè, i comportamenti sarebbero riconducibili a gruppi di giovani già noti per episodi analoghi negli anni passati. «Se nei primi giorni di apertura qualcuno tentava di derubricarli a episodi isolati, oggi questa giustificazione non è più accettabile. Le segnalazioni sono ormai quotidiane e dimostrano un progressivo deterioramento della sicurezza e della vivibilità della struttura», afferma il consigliere.

L'esponente di Fratelli d'Italia punta quindi il dito contro l'Amministrazione comunale, chiedendo interventi immediati. «Cosa sta aspettando il sindaco? Per quale motivo non vengono adottati provvedimenti forti nei confronti di chi è già stato individuato come responsabile di comportamenti molesti, intimidatori o illeciti? Chi non rispetta le regole e mette a rischio la serenità degli altri utenti deve essere allontanato e gli deve essere impedito l'accesso alla struttura».

Per Demattè, la priorità deve essere la tutela delle famiglie, dei bambini e dei cittadini che frequentano il Lido nel rispetto delle regole. «Continuare a non intervenire significa trasmettere il messaggio che chi si comporta correttamente è lasciato solo, mentre chi semina paura e degrado può continuare ad agire indisturbato. Questa non è inclusione, non è tolleranza e non è buona amministrazione».

Il consigliere evidenzia infine anche le ricadute sull'immagine del Lido Manazzon, sostenendo che sui social network siano sempre più numerosi i cittadini che dichiarano di non voler più frequentare l'impianto a causa dei ripetuti episodi segnalati. «Si sta consumando un danno d'immagine enorme nei confronti di una struttura appena inaugurata dopo un intervento di riqualificazione costato milioni di euro. Un danno che colpisce il Lido, ASIS e direttamente la credibilità del Comune di Trento», conclude.