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TRENTO. La leva obbligatoria è sospesa, ma non abolita. Da questo presupposto parte l'interrogazione presentata in Consiglio comunale da Renata Attolini, consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra, che chiede al Comune di informare i giovani e le loro famiglie sulla possibilità di dichiararsi obiettori di coscienza già prima di un'eventuale reintroduzione del servizio militare.
La consigliera ricorda che, con la legge n. 226 del 2004, la leva è stata sospesa ma può essere riattivata con decreto del Presidente della Repubblica in caso di guerra, grave crisi internazionale o insufficienza del personale militare volontario. Per questo motivo le liste di leva continuano a essere aggiornate: ogni anno i Comuni trasmettono al Ministero della Difesa gli elenchi dei ragazzi che compiono 17 anni, iscritti d'ufficio tra i richiamabili.
Secondo Renata Attolini, però, molti giovani e le loro famiglie non sono consapevoli né dell'esistenza di queste liste né del fatto che il rifiuto di prestare servizio militare, in caso di riattivazione della leva, potrebbe configurare i reati di renitenza alla leva o di diserzione. Allo stesso tempo, sottolinea, pochi sanno che è ancora possibile manifestare preventivamente la propria obiezione di coscienza.
La consigliera spiega di aver deciso di presentare l'interrogazione dopo aver ricevuto una comunicazione dal Forum Trentino per la Pace e per i Diritti Umani, che promuove questa possibilità. L'obiettivo è fare in modo che Trentosegua l'esempio del Comune di Capaci, in provincia di Palermo, primo ente ad avviare questa procedura, insieme ad altri 110 Comuni italiani, tra cui cinque trentini: Arco, Besenello, Riva del Garda, Terragnolo e Trambileno.
Nel documento si evidenzia inoltre come il tema assuma un significato particolare nell'attuale contesto internazionale, caratterizzato da conflitti e tensioni crescenti e dal ritorno del dibattito sulla coscrizione obbligatoria in Europa. Per Renata Attolini, è necessario rilanciare l'educazione alla pace e ricordare che l'aumento delle spese militari sottrae risorse a diritti fondamentali come sanità, istruzione e lavoro.
Con l'interrogazione, la consigliera chiede quindi che il Comune di Trento, già impegnato nella promozione della cultura della pace e aderente dal settembre 2025 alla campagna R1PUD1A di Emergency, informi i diciassettenni e le loro famiglie dell'esistenza delle liste di leva e della possibilità di presentare una dichiarazione preventiva di obiezione di coscienza. Propone inoltre che sul sito istituzionale venga pubblicato il relativo modello, che il Comune raccolga le dichiarazioni e le trasmetta ogni anno al Distretto militare di Trento insieme agli elenchi della leva.


