TRENTO. «Non possiamo attenderci che facendo un semplice campionato di nuoto italiano o europeo, con un avvenimento ogni dieci o quindici anni, si possano risolvere problemi di sostenibilità del nuovo centro natatorio di Trento, il ragionamento va fatto a tutto campo su raduni e possibilità di richiamo di appassionati e sportivi. Ora ragioniamo sui tre poli natatori attuali, i quali, ciascuno con otto corsie di lunghezza di 25 metri negli spazi acqua interni, registrano una perdita netta annua di 1,35 milioni di euro».

Così, l'assessore allo sport del Comune Salvatore Panetta, intervenendo in occasione della seduta congiunta delle Commissioni per i lavori pubblici e per lo sport convocate per presentare il nuovo progetto della struttura natatoria, con la vasca da 50 metri ma senza la piscina dedicata ai tuffi. «I costi di esercizio del nuovo centro natatorio - ha precisato Panetta - sono stimati in 898mila euro, mentre il calcolo stimato per gli ingressi e le utenze legate alle associazioni è pari a 390mila euro. Di fatto si riuscirà a coprire il 43,3% del totale, e, aggiungendo le perdite di Manazzon (-490mila euro all'anno), del Favero (-470mila) e Trento Nord (-490mila), avremmo una spesa per l'amministrazione pari a circa un milione e mezzo».

A quanto specificato da Panetta, l'intento dell'amministrazione è quello di mantenere nel futuro anche la piscina interna di Manazzon, sia per i lavori fatti all'esterno, sia per il collegamento con il futuro giardino d'inverno. Il ragionamento sugli spazi acqua di Trento, ha tuttavia precisato l'esponente dell'esecutivo, dovrà essere fatto con le associazioni sportive.

«Sentire che alcuni servizi comunali - ha però detto il presidente della circoscrizione dell'Oltrefersina, Errico Di Pippo - potranno subire modifiche desta grande preoccupazione, in quanto sia il centro Manazzon sia quello di Madonna Bianca rappresentano presidi sociali di grande importanza per il territorio».