TRENTO. Attesa, perplessità, qualche giustificato timore. Mancano ormai solo tre giorni, 72 ore, all'avvio dei lavori sul cavalcavia di Ravina, primo passaggio di tanti altri che seguiranno e che vedranno l'abbattimento completo del ponte e la sua ricostruzione ma che, inevitabilmente, avrà ripercussioni non da poco sulla viabilità. E su questo, cittadini e istituzioni locali, tra tutte ovviamente la circoscrizione, si sono già detti preoccupati.

Dai tecnici del Comune di Trento e Provincia sono più volte arrivate rassicurazioni rispetto al fatto che i disagi verranno ridotti al minimo per automobilisti di passaggio e pendolari, tuttavia la presidente circoscrizionale di Ravina e Romagnano, Mariacamilla Giuliani, è stata chiara fin dal principio: servirà un confronto costante per monitorare passo dopo passo l'evoluzione dell'intervento.

Ed in effetti, così è stato già nella serata di ieri, quando attorno alle 17 tecnici e circoscrizione si sono incontrati per la prima volta, al fine di programmare e definire le fasi "di apertura" del cantiere. "Puntualità" è stata la parola d'ordine che Giuliani ha ribadito fin dal principio, tanto nell'aggiornamento sullo stato dell'arte dei lavori quanto sugli incontri che, ogni settimana, si terranno nelle giornate di giovedì per fissare gli obiettivi, monitorare i disagi e proporre soluzioni.

«Siamo soddisfatti di questo primo confronto ed anche del fatto che gli incontri saranno costanti: Ravina si dimostra attenta al tema - ha spiegato appunto Giuliani dopo l'incontro di ieri. - Abbiamo pensato a soluzioni in corso d'opera dovessero presentarsi gravi problemi, inoltre alle aziende è stato consigliato, dove possibile, di attuare lo smart working. Infine, un appello agli automobilisti: la strada verso Belvedere non deve diventare una di quelle principali. Lo spazio di manovra è poco, non vogliamo che si creino altri ingorghi come visto con i lavori nella piazza».

Al netto di tutto però, i timori restano eccome, sotto tanti punti di vista. «Per la comunità di Ravina e Romagnano sarà un cambiamento totale - ha concluso Giuliani - Penso poi alla zona di San Nicolò, dove abbiamo un agglomerato di case che, seppur non con tanti abitanti, ha ugualmente necessità di essere monitorato con attenzione. Di sicuro in quel posto sarebbe utile introdurre il limite dei trenta chilometri orari e controllare il passaggio con costanza.

L'altra grande preoccupazione riguarda le imprese locali: non dimentichiamoci che Ravina è zona industriale e produttiva, anche con tante piccole realtà che temo potranno risentire di questo grande cantiere. In questo momento siamo in piena raccolta di uva e di mele, il nostro territorio è anche agricolo e ho paura che le ripercussioni negative ci saranno fin dai primi giorni di lavori».

Infine, un riassunto della prima fase dell'intervento: lunedì 26 agosto verranno installati cartelli e pannelli a messaggio variabile, poi nelle prime ore del mattino (dalle ore 4) del 27 scatteranno le modifiche al traffico.

Fino a domenica primo settembre sarà possibile percorrere la tangenziale in direzione nord, mentre coloro che procederanno in direzione sud dovranno seguire una viabilità alternativa su via San Severino, via Jedin, via Al Desert e poi sul ponte di Ravina, per procedere verso l'autostrada e il Marinaio.