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TRENTO. «Mi piace pensare a noi, qui, in questa sala per te, come fossimo i quadratini di stoffa che cucivi in uno dei nostri ultimi incontri». L'immagine più fedele, ieri nell'ultimo saluto a Sandra Toro, l'ha trovata Fabrizia, una delle ragazze che seguiva i corsi della quarantanovenne scomparsa improvvisamente domenica sera.
Ieri, 27 settembre, Sandra, che a Trento da tanti anni portava avanti il suo impegno per diffondere il riuso, il riciclo e dava nuova vita agli abiti usati, ha ancora una volta unito. Non tesseva solo pezzi di stoffa, Sandra: tesseva relazioni.
Ed è stato così anche ieri pomeriggio nella Sala del commiato del cimitero di Trento, riempitasi per lei, per la sua Matilde, per il compagno Maurizio. È stata il filo, anche nel momento in cui l'ago del malore che se l'è portata via, ha squarciato tante anime.
Tanti pezzetti, bisognosi di unirsi. Sparpagliati, provenienti ognuno da un Costurero (che è poi il nome spagnolo della scatola da cucito) diverso: i familiari - alcuni in collegamento con i cellulari dalla Colombia, dove Sandra era nata - gli amici di una vita, gli amici del quartiere di San Martino, quelli di Fa la cosa giusta e di Edera, compagne e compagni della figlia, con i loro genitori. Quadratini in disordine, dopo una botta del genere, in cerca di un filo. In fondo è così a ogni funerale. Ci si ritrova assieme per ricordare, ma anche per stringersi, rimettere assieme i pezzi. Non ne esistono, funerali belli, men che meno quando se ne vanno persone giovani, quando alla cerimonia vedi ragazzine e ragazzini che si stringono a coetanei che si ritrovano a perdere un affetto, un sostegno, un esempio, un punto di riferimento. Ma in quello di ieri, Sandra ha unito quei pezzetti, spauriti da giorni: ciò che ha lasciato, ha preso il sopravvento sul dolore.
I ricordi di Maurizio, delle prime volte in montagna per lei, che a Trento era arrivata da Medellin. Le sofferenze legate alle albe passate nelle questure per rinnovare il permesso di soggiorno, con l'amarezza di doversi sentire sopportati in un paese in cui hai scelto di vivere per supportarlo.


