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TRENTO - Non sembrano sorpresi dell'inchiesta giudiziaria Marco Depaoli e Mattia Civico , i due consiglieri trentini che nella scorsa legislatura facevano parte dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale e che, quindi, hanno partecipato alle sedute per l'approvazione delle delibere che hanno attuato la legge 6 del 2012, che prevedeva una riforma in tema di vitalizi. Delibere che, come è noto, hanno poi, nei fatti, portato oltre 22 milioni nelle tasche di 123 fortunati ex consiglieri e consiglieri in carica e altri 31 milioni sul Fondo Family che vincola il denaro fino al 2018. Una riforma, quella della legge 6, che sembrava essere stata fatta con la finalità di risparmiare e abbattere i vitalizi e privilegi e, in realtà, ha poi portato nelle tasche degli stessi consiglieri cifre da capogiro, che hanno fatto scendere in piazza i cittadini e indignare anche molti esponenti politici (anche se pochi hanno ad oggi restituito ciò che è stato loro accreditato).
«Ora aspettiamo fiduciosi e siamo pronti a fornire tutti gli elementi necessari, qualora ci vengano richiesti e siano utili a fare piena chiarezza sulla questione».



