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TRENTO. La sfida della digitalizzazione nella gestioni dei rifiuti. Ma non solo: anche uno sguardo a quelle che saranno le future novità, i cambiamenti più importanti e i temi che riguardano un settore complesso. Nella giornata di venerdì, all'Itas Forum di Trento, l'assemblea generale dell'albo nazionale dei gestori ambientali (per la prima volta nel nostro capoluogo) ha acceso i riflettori sul periodo di trasformazione che sta vivendo il comparto.
«Dal 1998 i rifiuti sono stati gestiti con adempimenti cartacei, registri di carico e scarico e formulari di identificazione che, fino al 13 febbraio 2025, rendevano decisamente più complesse tutte le operazioni - ha spiegato il presidente nazionale dell'albo, Daniele Gizzi -. In questa fase invece siamo all'interno di un cambiamento epocale. Da oltre un anno, procede il passaggio al digitale e la trasmissione in tempo reale dei dati al sistema Rentri (il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, portale del ministero dell'Ambiente, ndr). Si tratta di uno strumento potente che ad oggi ha già registrato 133 milioni di movimentazioni di registri di carico e scarico di tutta Italia. E per ogni area territoriale sappiamo dire quanti sono gli impianti di recupero e di smaltimento che stanno operando, dove sono i centri di raccolta, insomma tutte quelle informazioni utili per governare la gestione dei rifiuti in una logica di pianificazione e programmazione».
La digitalizzazione degli adempimenti ambientali, fino ad ora, ha coinvolto praticamente tutti i settori di questo campo. Per esempio, dall'inizio di quest'anno è scattato l'obbligo dei dispositivi di geo-localizzazione sui mezzi che trasportano in conto terzi rifiuti pericolosi: la copertura è praticamente completa, con 68. 265 veicoli in tutta Italia (il 98,7%) e 7.142 imprese coinvolte (il 99,3%), mentre in Trentino Alto Adige parliamo di 1.160 mezzi e 94 imprese. Dal momento della sua entrata in funzione, il Rentri ha registrato 303mila operatori e 423.600 unità locali, mentre i dati della nostra regione indicano 9. 373 iscrizioni in tutto. Incoraggianti anche i numeri di quanto è stato recuperato dall'inizio del 2026 in Trentino, cioè ben 40. 800 tonnellate di carta e cartone, 3.300 di legno e sughero, 2.200 di plastica e 15.600 di compost. In Trentino Alto Adige inoltre ci sono circa 250 impianti di recupero ed altrettanti di smaltimento, oltre a 106 centri di raccolta. Infine, la firma del protocollo tra la sezione provinciale dell'albo gestori ambientali, la Camera di commercio di Trento, la Guardia di Finanza - Comando provinciale di Trento, il Comando Carabinieri per la tutela ambientale - Noe di Trento, l'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, il Servizio Foreste della Provincia Autonoma di Trento e i Comandi di Polizia locale: «Un passaggio fondamentale anche per combattere l'illegalità - ha concluso Gizzi -. Le forze dell'ordine locali verranno dotate di una app, Agestsmart, con la quale potranno digitare la targa di un mezzo che circola in strada e capire se è regolarmente autorizzato al trasporto rifiuti, senza fermarlo. E potranno verificare quali rifiuti può trasportare, chi è il responsabile tecnico e il legale rappresentante. Con questi strumenti, aggiunti ad una comunicazione più efficace, possiamo fare davvero la differenza».


