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TRENTO. La notizia era attesa dai più cinici e certo ha rovinato la giornata a chi ha ancora un briciolo di fiducia nell'umanità. Il sottopasso di via Canestrini è stato imbrattato. L'opera d'arte, firmata dall'artista altoatesina Esther Stocker e inaugurata solo venerdì, è finita nel mirino di qualche incivile, che ha pensato bene di lasciare la propria firma.
E, sulle strisce bianche del dipinto, ha scritto qualcosa. Una sciocchezza che apre tuttavia a un interrogativo: come si intende presidiare e garantire l'integrità dell'opera ed è chiaro che questa è stata la prima, ma non sarà certo l'ultima volta che i vandali passeranno di lì. E più in generale, come si intende garantire la vivibilità di un'area che fino a poco tempo fa è stata rifugio per disperati che non avevano un tetto, ma anche zona di degrado?
Se lo chiedono, in particolare, il consigliere comunale Loris Ioriatti e il collega di partito Devid Moranduzzo, che sul tema hanno presentato un ordine del giorno. I consiglieri partono da una premessa: quell'opera non è stata realizzata gratis, e quindi sarebbe una beffa che pochi giorni dopo l'inaugurazione l'area tornasse ad essere luogo di degrado, «vanificando il lavoro dell'artista e l'investimento dell'amministrazione». E ricordando come l'imminente apertura all'ex Sit della stazione delle corriere renda strategico quel passaggio, come porta verso il centro storico, il Carroccio propone di impegnare la giunta a «garantire passaggi frequenti delle pattuglie nelle ore serali e notturne per impedire che l'area torni ad essere utilizzata come dormitorio abusivo».
La Lega propone anche di pensare a chiudere la zona. L'ordine del giorno chiede infatti anche di «valutare l'installazione di cancellate per la chiusura notturna del sottopasso, qualora il presidio non fosse sufficiente a garantire il decoro e l'igiene, tutelando così l'investimento fatto e la sicurezza dei passanti diurni».
Oggi, in conferenza stampa al termine dalla riunione di giunta, il sindaco Ianeselli ha garantito: «Gli autori sono riconoscibili nelle immagini delle telecamere di sorveglianza: si procederà»


