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TRENTO. «Sami Said era unico, era un ragazzo speciale. Eravamo orgogliosi di avere un figlio come lui e ora che non c'è più sarà davvero difficile andare avanti, senza tutte le gioie che ci dava».
A Rabat, in Marocco, Housin Said ha salutato da poco il figlio Sami Said: il funerale del diciottenne morto nei pressi della capitale marocchina domenica a seguito di una caduta in moto, si è tenuto martedì a mezzogiorno.
«La salma rimarrà qui, ci siamo confrontati in famiglia. Non è stato facile decidere se avere vicino a casa, a Moena, un luogo dove andare a salutare Sami o se lasciarlo riposare qui, dove siamo nati noi e i suoi nonni. Alla fine abbiamo deciso per il Marocco, noi avremo sempre con noi in ogni luogo il ricordo e la presenza di Sami».
Il diciottenne, che dopo essere cresciuto in Val di Fassa da qualche anno si era trasferito a Trento per frequentare il Liceo linguistico e allenarsi con la Primavera del Trento, era tornato a Rabat per qualche giorno di vacanza durante i quali aveva potuto trascorrere del tempo con gli amati nonni e avrebbe dovuto rientrare in Italia ieri per prepararsi in vista dell'avvio del ritiro prestagionale della Primavera del Trento, domani al Briamasco.
Domenica è rimasto vittima di una caduta mentre in scooter si trovava alle porte di Rabat: «Ancora non è chiaro cosa sia accaduto - spiega Housin Said - c'è l'ipotesi di questo tentativo di aggressione, con qualcuno che avrebbe potuto ostacolarlo per rubargli il motorino, ma la polizia sta ancora verificando, anche attraverso le telecamere. Quel che è certo è che a un certo punto è finito fuori strada finendo in una scarpata per una quindicina di metri e nonostante i soccorsi non c'è stato niente da fare».
Dettagli importanti da chiarire, ma che non cambieranno il destino di Sami Said e della sua famiglia: «Era davvero un ragazzo con una grande passione, per ogni cosa che faceva: era scrupoloso nello studio, era innamorato del calcio. Da sempre: aveva iniziato a prendere a calci un pallone non appena aveva iniziato a muovere i primi passi e quell'amore non si era mai spento e gli stava dando tante soddisfazioni, visto il percorso che stava facendo, prima con il Fassa e poi con il Trento. Eravamo orgogliosi anche di questo, ma soprattutto felici nel vedere come stesse crescendo riuscendo a trovare soddisfazioni in quello che amava».
Sami Said martedì è stato salutato non solo da papà Housin, ma anche da mamma Raja, dalla sorella minore Sara e da tanti familiari e parenti, che vivono in Marocco e che hanno raggiunto Rabat dall'Italia assieme ai genitori e alla sorella del diciottenne.
Ora la famiglia Said si tratterrà a Rabat per qualche giorno anche per stare vicini ai nonni in queste giornate terribili e trovare nell'affetto e nel calore della famiglia e degli amici il conforto necessario per provare a ricominciare dopo una perdita incommensurabile come quella di un figlio e di un fratello.
Un calore che poi la famiglia Said troverà anche in Trentino - dove Housin era arrivato più di venti anni fa, per poi stabilirvisi definitivamente assieme a Raja - dove sia la comunità di Moena che quella del mondo del calcio trentino sono pronte ad abbracciare i cari di Sami.
Nel frattempo, oltre al cordoglio del Fassa, del Trento, di compagni e personale del Liceo linguistico, è arrivato anche quello del Trofeo Pulcino d'Oro di Levico, con il quale Sami collaborava da anni: «Ti sei distinto fin da subito per la tua voglia di fare, di metterti in gioco e di dare una mano con il sorriso, lasciando un ricordo speciale in chi ha avuto la fortuna di conoscerti. Tutta la famiglia del Pulcino d'Oro si stringe con affetto attorno ai tuoi familiari e ai tuoi amici. Il tuo entusiasmo continuerà a vivere nei ricordi di chi ha condiviso con te quei giorni indimenticabili. Sarai sempre con noi. Ciao Sami, ricorderemo sempre il tuo sorriso».


