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TRENTO. «Il nuovo stadio dovrebbe avere una capienza "polifunzionale" di almeno 12 mila posti e la sua realizzazione, immaginando uno stadio moderno che integri anche alcune funzioni commerciali appetibili per gli investistori, potrebbe essere attuata mediate un Accordo Urbanistico, ferme restando le prescrizioni delle deliberazione n. 59/2023 di approvazione del progetto unitario da parte del Consiglio comunale, in particolare quelle che afferiscono agli aspetti legati al traffico veicolare e all'inserimento paesaggistico delle opere».
È un passaggio del rapporto finale, firmato per il Comune dalla direttrice generale Livia Ferrario, per la Provincia dal dirigente generale Paolo Nicoletti, del gruppo di lavoro multidisciplinare che ridisegna l'assetto infrastrutturale degli impianti sportivi della città: nuovo stadio su 23 mila mq di superficie nell'area (24,8 ettari) di San Vincenzo a Mattarello di proprietà della Provincia; nuovo palazzetto dello sport in destra Adige (ex Italcementi).
Il documento, approvato ieri in un conchiuso dalla giunta comunale, affronta anche il tema del finanziamento delle opere, e permette ora ai due enti di passare alla fase progettuale. La scelta di fondo, quindi, come anticipato dal sindaco Franco Ianeselli in consiglio comunale, è dunque fatta.
Il nuovo stadio fuori città. Lo studio ha considerato, prima ipotesi, di mantenere il "Briamasco" dov'è, in via da Sanseverino. Pur mutandone l'orientamento, ruotandolo in asse nord-sud per migliorarne le relazioni con il fiume e il parco dell’Ex Michelin, troppe sarebbe le criticità. Il nuovo assetto planimetri comporterebbe il sacrificio delle due curve (nord e sud) e della pista di atletica. Soprattutto, sarebbe necessario trovare uno stadio temporaneo durante i lavori di rifacimento e impossibile realizzare un impianto moderno con spazi adeguati per lo sviluppo di strutture commerciali e di ristoro. E, poi, rimarrebbero le attuali criticità viabilistiche in occasione delle partite.
San Vincenzo, quindi, dove già si prevedono due campi di allenamento del Calcio Trento.
Via la Music Arena. La soluzione San Vincenzo «rimodulerebbe necessariamente l'impostazione spaziale definita con il progetto unitario predisposto dalla Provincia nei mesi scorsi, venendo meno la necessità di avere lo spazio libero per gli eventi enti musicali». Via l'attuale Music Arena voluta da Fugatti. I concerti «potrebbero avere luogo all'interno dello stadio, mentre lo spazio a questo punto libero rimarrebbe dedicato ai campo sportivi non strutturati».
La prospettiva è di uno spazio a disposizione dei cittadini tutto l'anno, per lo sport e il tempo libero. L'impronta del Comune è chiara. Progetto unitario da far passare in consiglio e massima attenzione alla viabilità. Con paletti precisi: percorsi ciclo-pedonali, verde naturale, alberi ad alto fusto, studio del traffico per accesso e deflusso di 5 mila-20 mila persone, trasporto pubblico, parcheggi. Sono ipotizzati un collegamento ciclo-pedonale tra via Ragazzi del 99 e Mattarello lungo la ferrovia e un nuovo accesso da nord (via dei Viticoltori) per auto e bus.
E, oltre allo stadio, 1 campo da calcio regolamentare in erba, in sostituzione del Trentinello, 1 campo da softball, 1 campo da cricket, 1 da footvolley, 1 ciclodromo e campi non strutturati anche per basket, calcetto, ginnastica all'aperto.Il palazzetto in destra Adige.
La soluzione destra Adige per il nuovo palazzetto sconta il fattore tempo. La prima ipotesi valutata è di realizzarlo al posto del Briamasco. Ma prima di demolire l'attuale stadio, sarebbe necessario realizzare quello nuovo a San Vincenzo, mentre la città e le squadre del volley e del basket chiedono un nuovo palazzetto (stante l'inadeguatezza di quello attuale alle Ghiaie) «in tempi sufficientemente brevi e il più possibile certi».
La scelta all'ex Italcementi comporta il ripensamento del piano guida del 2021. A favore ci sono la viabilità di accesso, il futuro grande parcheggio multipiano, il collegamento con l'hub intermodale all'ex Sit. Si ipotizzano anche nuove connessioni fisiche con il quartiere di Piedicastello, perché il palazzetto non sia un corpo estraneo.
Si immagine, in destra Adige, anche una nuova area climbing (arrampicata artificiale). E, con il palazzetto, uno spazio polifunzionale «che possa essere utilizzato come sala espositiva, spazio incontri, ecc, che potrebbe essere integrato anche in altro edifico», per ospitare le attività del Cte.
Mobilità, accessi e finanza.La mobilità di accesso è un requisito chiave per entrambi gli impianti. Per il palazzetto si considera che una buona parte dei tifosi arriva in auto da fuori Trento (accesso diretto dalla tangenziale).
Per lo stadio a San Vincenzo si considera «la possibilità di un ulteriore accesso da ovest (oltre la ferrovia)». Per entrambi i nuovi scenari del tram e del Brt (Bus rapid transit). Quanto alle modalità di finanziamento, lo studio considera tutte le ipotesi possibili: partenariato pubblico-privato, ricorso al Credito Sportivo, le varie forme di mutuo e la legge 147 del 2013 sugli stadi.


