TRENTO. Si riapre (per l'ennesima volta) il caso Prati. A riaccendere la miccia, a poco più di un mese dalla prima campanella, la nuova determina della dirigente del Dipartimento provinciale Istruzione e Cultura Francesca Mussino, che incarica due dirigenti scolastiche di monitorare, nel corso dell'anno, l'attuazione del piano di miglioramento del Liceo classico.

L'affidamento arriva dopo le discusse visite ispettive condotte lo scorso aprile nell'istituto, in seguito alle quali erano emerse diverse criticità, tra le quali uno stringente tasso di selezione, un'eccessiva pressione valutativa e una scala di voti penalizzante. Da qui la comunicazione alla dirigenza di un piano di miglioramento su cui ora, come sembra, il dipartimento intende vigilare attentamente. L'attività, che si dividerà in almeno tre momenti di visita collegiale ad inizio anno scolastico e alla fine di ciascun quadrimestre, e in visite con cadenza mensile, saranno finalizzate alla raccolta di dati, elementi e informazioni sul corretto raggiungimento degli obiettivi prefissati, con l'aggiunta di azioni di sostegno e accompagnamento al piano.

A essere incaricate delle attività la dirigente in pensione Laura Donà (la stessa "a capo" dell'ispezione di aprile) affiancata da una dirigente scolastica distaccata presso il Dipartimento (con tutta probabilità Teresa Periti, anch'essa protagonista dei controlli primaverili al Liceo).

L'attività dovrebbe concludersi, salvo proroghe, il 30 giugno 2026.La determina arriva pochi giorni dopo l'ultima nota dell'Associazione Insegnanti Docet (critica da principio sulle modalità di attuazione e comunicazione dell'ispezione di aprile) impegnata a difendere "il nuovo fronte" del liceo linguistico Scholl e l'Istituto di formazione professionale alberghiero di Levico, messi nel mirino a causa di alcune criticità emerse. Nella stessa note arrivavano anche dure le parole sul «venir meno del senso di democraticità all'interno delle istituzioni scolastiche, dai vertici provinciali alla Consulta, che non è più sopportabile».

Critiche forti mosse anche a causa dello scontro collaterale non solo con le "posizioni" provinciali ma anche con il presidente della Consulta Provinciale dei Genitori Maurizio Freschi, accusato (nonostante la legittimità elettiva) di ricoprire un "groviglio di cariche", essendo al contempo anche responsabile del Dipartimento Istruzione di Fratelli d'Italia, lo stesso partito a cui appartiene l'assessora all'istruzione Francesca Gerosa. In merito alla nota arriva però ancora più dura la reazione di Freschi che, oltre a respingere «il tono qualunquista delle insinuazioni e accuse malcelate» chiede riscontri oggettivi del venir meno della senso della democraticità, in assenza delle quali si pretendono delle scuse pubbliche.

Nel frattempo a stretto giro, in seguito alla determina di Mussino, è stato convocato urgentemente da parte di Docet il direttivo per «decidere se e come intervenire». No comment invece per ora da parte della dirigente del Liceo Paola Baratter che ha dichiarato soltanto di «aspettare ulteriori sviluppi» sul tema. Nel mentre però un'ulteriore ombra cala sul Liceo. Secondo voci di corridoio pare infatti che siano emerse nelle ultime settimane alcune importanti incertezze gestionali e organizzative, su cui si attendono ulteriori sviluppi.