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SARDAGNA. Il consiglio circoscrizionale di Sardagna è tornato sull'annoso tema della discarica Sativa attraverso un documento approvato nei giorni scorsi a maggioranza, in cui chiede all'amministrazione comunale di insistere con la Provincia per capire se il movimento franoso rappresenti o meno un problema di sicurezza per il territorio.
Il testo si propone di fare chiarezza su una questione su cui i residenti, e lo stesso comitato spontaneo che ha chiesto la chiusura del sito di conferimento per inerti, si interrogano da tempo, dato che è stata accertata negli anni passati la presenza di un lentissimo cedimento del terreno causato dall'asporto di materiale argilloso nei decenni passati.
Secondo i dati ripresi dall'ultima delibera comunale, in cui è stata confermata l'intenzione da parte degli esponenti cittadini di stralciare il terreno dal piano provinciale delle discariche, si parla infatti della presenza di un movimento franoso particolarmente lento, dell'ordine di uno o due millimetri l'anno, non ritenuto comunque un pericolo immediato.
«Chiediamo che vi sia chiarezza sul punto, perché ad oggi non è ancora precisato da nessuna parte se vi siano o meno problemi connessi alla sicurezza in relazione al movimento franoso. Ci sembra corretto che la comunità sia informata sull'effettiva pericolosità o meno del fenomeno, al di là della mancanza di rischi immediati», ha spiegato la presidente Giulia Degasperi.
Il documento, che ha visto astenuti i soli consiglieri del gruppo della Lega Salvini, che hanno annunciato l'intenzione di presentare nelle prossime settimane un altro documento sul tema, rinnova anche la richiesta per un ripristino complessivo dell'intera area con una nuova destinazione urbanistica a sito non produttivo, da destinare prato oppure ambito forestale.
Inoltre, in relazione al ricorso al Tar presentato lo scorso marzo dalla società Sativa contro il piano dei rifiuti della Provincia che impone la chiusura della discarica, il consiglio di zona ha chiesto al Comune di attivare i propri uffici legali per valutare la possibilità di intervenire ad opponendum.
«Alcuni esponenti del comitato - ha chiarito al riguardo Degasperi - hanno chiesto un intervento della Circoscrizione, che tuttavia non è un ente con personalità giuridica. Considerata la complessità della questione, è bene che un intervento nella vicenda sia valutato direttamente dall'amministrazione comunale».


