TRENTO. Piazza Duomo, a Trento, ospiterà la tradizionale festa di Capodanno, con lo show «Love generation ‘90», con le migliori canzoni del passato, dalla dance fino alle sigle dei cartoni animati.

Lo spettacolo - informa il Comune - sarà animato da ballerini, dj di fama internazionale, frontman, video, scenografie ed effetti speciali. L'evento, che si inserisce nell'ambito della manifestazione "Trento Città del Natale", è realizzato dal Centro servizi culturali Santa Chiara in collaborazione con Radio Italia Anni '60. L'ingresso è libero.

In occasione della festa, il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha firmato un'ordinanza che regolamenta, per ragioni di sicurezza, il consumo di bevande in contenitori di vetro o in lattina. In particolare, a partire dalle ore 20 del 31 dicembre alle 6 del primo gennaio sarà vietata la vendita per asporto di bevande, sia alcoliche che non alcoliche, in contenitori chiusi e in contenitori di vetro. È vietata anche la somministrazione negli spazi esterni di bar e ristoranti di bevande in contenitori di vetro o latta. Infine sono vietati i contenitori per bevande in vetro all'interno dell'area delimitata per il Capodanno in piazza Duomo. In piazza Duomo, fino al 2 gennaio, vige il divieto di transito, sosta e fermata. In via Belenzani divieto di sosta e fermata con rimozione forzata nelle giornate del 31 dicembre e del primo gennaio. 

Un ritorno, pur in forma ridotta, anche per il «Capodanno capovolto», l'iniziativa lanciata per anni dalla diocesi di Trento per permettere ai giovani tra i 18 e i 35 anni di fare un'esperienza diversa per l'ultimo dell'anno, passando il capodanno con gli ospiti delle strutture di prima accoglienza. Quest'anno non è partito su iniziativa della diocesi, ma di un gruppo di circa dieci giovani che hanno manifestato interesse verso questo tipo di proposta.

«I giovani andranno in tre diverse strutture: 'Il sentiero' e il dormitorio di via Lavisotto, a Trento, e 'Il portico' di Rovereto. Prepareranno la cena per gli ospiti e si occuperanno dell'accoglienza e dell'animazione. Tutto è nato dalla richiesta di questi giovani e, siccome ancora vigono limitazioni nelle strutture socio-assistenziali, non abbiamo aperto a tutti le iscrizioni come nelle passate edizioni», spiega all'ANSA Cristian Gatti, coordinatore dell'area comunità della Caritas diocesana.