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TRENTO. Crolla definitivamente l'ipotesi della turbativa d'asta in merito al vecchio ed ormai archiviato progetto del Not, il Nuovo ospedale di Trento. Il fatto non sussiste: l'ingegnere abruzzese Giancarlo Masciarelli, l'imprenditore campano Rosario Fiorentino e il broker romano Carlo De Simone escono dal procedimento con un'assoluzione con formula piena. Nella prima e unica udienza dibattimentale davanti al giudice Luigi Lunardon, erano presenti Fiorentino, legale rappresentante della Sgr maltese Auriga, e De Simone, che aveva messo in contatto la ditta di Rovigo con la società di gestione risparmio. Assente Masciarelli, referente di Guerrato che all'epoca teneva i contatti con la Provincia di Trento per conto dell'azienda rodigina.
«Ho sempre creduto nella giustizia e che sarebbe arrivato il momento della verità - le parole di De Simone fuori dall'aula - Verità peraltro già acclarata dal Consiglio di Stato prima dell'inizio di questo procedimento. Tema ben chiarito anche dalla Corte di appello nella sua sentenza». L'assoluzione, del resto, è stata chiesta dalla stessa procura sulla base di quanto stabilito (ossia «il fatto non sussiste») dai giudici di secondo grado nei confronti dell'ex presidente del consiglio di amministrazione dell'azienda Guerrato, Antonio Schiro. La vicenda è definitivamente chiusa, mentre rimane aperta - o meglio, sospesa - la questione del nuovo polo ospedaliero e universitario del Trentino: il Tar lo scorso luglio aveva annullato l'aggiudicazione ad Ati Project per carenze nei requisiti tecnici richiesti nel bando, ma poche settimane dopo il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Provincia e sospeso la sentenza. Ciò ha fatto sì che i lavori siano andati avanti, visto anche «l'interesse pubblico alla più sollecita realizzazione dell'opera».
La decisione del Consiglio di Stato è attesa a giorni. Per la questione relativa al vecchio Not, dunque, l'accusa si è sfaldata. Gli accertamenti delle Fiamme gialle di Trento erano partiti dall'entrata nell'affaire Not della Sgr Auriga, con sede a Malta. La Guerrato, per la partecipazione al bando di gara a cui aveva fatto seguito la provvisoria aggiudicazione, aveva presentato alla stazione appaltante una dichiarazione sottoscritta dalla società di gestione del risparmio maltese, ma quest'ultima - per l'accusa - sarebbe stata priva dei requisiti patrimoniali e non avrebbe avuto alcuna autorizzazione a concedere finanziamenti, essendo idonea a svolgere in Italia solo il servizio di "gestione portafogli". Nel febbraio 2024 l'ex presidente del cda di Guerrato Antonio Schiro era stato condannato in primo grado al minimo della pena, ossia 4 mesi in abbreviato, ma lo scorso novembre la Corte d'appello di Trento lo ha assolto perché «il fatto non sussiste». Le motivazioni del collegio hanno ovviamente influito sulla posizione dei coimputati,ora assolti con formula piena.
La parola fine alla vicenda del Not viene messa dopo 15 anni tribolati, tra vicenda penale e ricorsi al Tar. Il bando di gara risale al 2011 e dopo 11 anni di peripezie giudiziarie il progetto del Nuovo ospedale fu azzerato: la Guerrato spa, che era stata nominata "aggiudicatario provvisorio", si era vista annullare tutto nel giugno 2022, con delibera del Responsabile unico del procedimento, per «carenze progettuali rispetto alle specifiche tecniche, vincoli e prescrizioni posti dallo Studio di fattibilità».


