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TRENTO. Il tema dei furti e delle aggressioni - verbali, fino a questo momento, non essendo arrivate conferme di altro tipo dagli addetti ai lavori - nel rinnovato lido Manazzon, finito sotto i riflettori della cronaca pochi giorni fa, è approdato anche in consiglio comunale lo scorso 7 luglio. E questo attraverso un'interrogazione, quella a firma Antonio De Leo (Forza Italia), che ha trovato pronta risposta dal sindaco di Trento Franco Ianeselli.
E quest'ultimo, pur ridimensionando la quantità degli episodi di furto che si sarebbero verificati - ha parlato infatti di «Uno o due casi di cui l'amministrazione ha contezza, ma nemmeno con certezza» e dunque smentito che si sia trattato di una "raffica di furti" come invece emerso in un primo momento - non ha escluso la possibilità di applicazione del Daspo per i casi più critici e gravi.
Questo è stato uno dei punti sollecitati da De Leo nel proprio documento. La richiesta all'amministrazione è stata infatti quella di attivare il Daspo con fermezza «nei confronti dei soggetti responsabili di tali comportamenti aggressivi e reiterati, al fine di interdire loro l'accesso agli impianti sportivi (con particolare riferimento alle piscine comunali) a tutela della stragrande maggioranza dei cittadini rispettosi delle regole».
Sì perché, ha aggiunto il consigliere, «non è tollerabile che la cittadinanza debba rinunciare a un bene pubblico o fruirne con timore a causa dell'inciviltà e della prepotenza di pochi facinorosi» e inoltre «il personale impiegato nella struttura ha il pieno diritto di lavorare in condizioni di assoluta sicurezza e dignità, senza dover subire minacce, insulti o aggressioni verbali e fisiche».«Il mandato che diamo a bagnini e security è quello di essere molto determinati - ha replicato Ianeselli - Il Daspo è una possibilità, anche se attuarlo non è semplice perché non può essere decretato dalla sicurezza interna ma, essendo un ordine di allontanamento, serve la presenza del personale di polizia. Comunque, essendo quella un'area Daspo, si può realizzare. Ma al di là di quest'ultimo, che durerebbe quarantotto ore, l'obiettivo stabilito con Asis è quello di inibire l'accesso a queste persone per tutta la stagione. Il modo migliore sarebbe quello di chiedere ai giovani di lasciare il documento in cassa, ma pare che questa procedura non sia "privacy compliant", dunque servirà ragionarci.
Resta però la convinzione di voler lavorare, come fatto nelle stagioni precedenti, per inibire l'accesso agli impianti a queste persone che hanno comportamenti aggressivi sia tra di loro che con persone presenti. Non sottovalutiamo quanto successo: sul lido di Trento vogliamo garantire un andamento uguale a quello di Gardolo, dove al momento non si stanno registrando problemi».


