TRENTO. Squilli di tromba e rulli di tamburo: Comune di Trento e Provincia vanno avanti come un treno. Cioé, come una funivia.

Il grande impianto da Trento  al Monte Bondone? Per piazza Dante «è sostenibile dal punto di vista economico e delle prospettive di gestione».

Lo ha affermato ieri un comunicato stampa, annunciando l'approfondimento tecnico effettuato dalle strutture della Provincia di Trento e inserito nell'analisi trasportistica necessaria per la richiesta di contributo ministeriale per trasporto rapido di massa da 35 milioni di euro (per la parte fino a Sardagna. Poi altri 35 in futuro).

Lo studio è stato presentato in conferenza stampa dall'assessore al turismo, Roberto Failoni, agli enti locali, Mattia Gottardi, e dal dirigente del Servizio territorio e trasporti, Roberto Andreatta. Secondo l'analisi, che completa lo studio di fattibilità e il progetto preliminare realizzato in modo congiunto da Provincia, Comune e Provincia di Trento, si prevede una copertura del 40% dei costi di gestione di 3,2 milioni di euro l'anno attraverso le tariffe a carico degli utenti. Il presupposto per ottenere il contributo ministeriale è che le tariffe coprano almeno il 35%.

La stima – spiega la Provincia – è effettuata sulla base degli attuali 180.000 passaggi annui sulla funivia esistente (Trento-Sardagna) e 80.000 passeggeri dei trasporti pubblici gomma, a cui si aggiunge poco meno di un milione di transito veicolari sulla tratta coperta dalla nuova infrastruttura.

Dice piazza Dante: «I viaggiatori previsti per la nuova opera sono 910.000 all'anno, con un costo medio di biglietto pari a 1,5 euro. Entro 20 anni di gestione si prevede la copertura del costo totale dell'intera opera (75 milioni di euro)».

La sfida è enorme. Stante il biglietto a 1,50 euro (molto basso, tutte le mfunivie in area turistica costano almeno 10 volte di più), restano da fare due semplici calcoli: 900 mila passaggi diviso 365 giorni fa 2456 persone al giorno, che diviso 8 ore fa 308 persone all'ora. Cioé per dare concretezza a tutto lo studio di sostenibilità della Provincia presentato da Failoni e Gottardi: 308 persone che ogni ora, per 8 ore al giorno, salgono o scendono con la funivia.

Ammesso che sia possibile (ma se lo dice la giunta provinciale, ci crediamo), non resta che da sperare nell’unica soluzione: chiudere totalmente al traffico delle auto la strada del Bondone.

Come ha detto il dirigente Andreatta «abbiamo fino a 60 mila passaggi di auto nei momenti di punta, durante la stagione dello sci». Che però vengono ampiamente compensati dai pochi passaggi in primavera ed autunno.