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TRENTO. Un impianto fotovoltaico su un'area di circa 34 mila metri quadrati alla Vela riaccende il confronto sul rapporto tra transizione energetica e consumo di suolo. A sollevare il caso è il capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale, Alessio Manica, che contesta la scelta di utilizzare un terreno non edificato di proprietà di Trentino Trasporti anziché puntare, sostiene, su superfici già costruite come tetti, edifici industriali e parcheggi.
L'area interessata dal progetto misura circa 34.199 metri quadrati. Secondo quanto ricostruito da Manica, la Variante 2021 al Prg di Trento la classifica come zona destinata ad attrezzature pubbliche per verde pubblico e collettivo. La pianificazione comunale aveva previsto in quell'area un progetto di parco con orti comunitari, nato anche da un percorso partecipativo con il territorio, oltre alla realizzazione di un corridoio ecologico tra la sponda dell'Adige e le aree agricole.
È proprio su questo punto che il consigliere provinciale concentra le proprie critiche. La produzione di energia da fonti rinnovabili, osserva Manica, resta un obiettivo della transizione energetica, ma dovrebbe essere accompagnata da una strategia che privilegi le superfici già impermeabilizzate o edificate.
«La Provincia e le sue partecipate dovrebbero dare il buon esempio», sostiene il capogruppo del Pd, indicando come alternativa la copertura di edifici industriali, tetti e aree parcheggio già esistenti. Il ragionamento, secondo Manica, è che un terreno non edificato non sia necessariamente privo di valore ambientale o sociale anche quando non è destinato all'edificazione.
Nel mirino finiscono anche gli aspetti urbanistici e procedurali legati all'intervento. Manica esprime perplessità sull'iter seguito, facendo riferimento anche alla pratica archiviata nell'ambito dei procedimenti VIA/PAUP e ipotizzando che il ridimensionamento della potenza dell'impianto possa essere stato funzionale a evitare la verifica di assoggettabilità. Si tratta, in questo caso, di una questione sulla quale il consigliere chiede alla Giunta provinciale di fornire chiarimenti.
La stessa richiesta riguarda la compatibilità urbanistica dell'intervento rispetto alla destinazione dell'area stabilita dal Comune di Trento. Per Manica va inoltre chiarito se Trentino Trasporti abbia valutato soluzioni alternative per installare i pannelli sulle proprie strutture e coperture e quale sia stato il coinvolgimento dell'amministrazione comunale nella progettazione dell'intervento.
Il capogruppo del Pd ha quindi presentato un'interrogazione a risposta scritta alla Giunta provinciale, chiedendo di conoscere nel dettaglio la situazione urbanistica dell'area, le eventuali alternative prese in considerazione e i rapporti intercorsi con il Comune.
La questione, nelle intenzioni di Manica, va oltre il singolo impianto della Vela e riguarda il modo in cui il territorio trentino intende affrontare l'espansione delle energie rinnovabili. Il punto sollevato è se, accanto alla necessità di aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, debba essere data priorità all'utilizzo di superfici già urbanizzate, limitando così il ricorso a nuove aree verdi.
Manica richiama infine gli obiettivi europei in materia di sostenibilità e tutela del suolo e chiede che, prima di procedere con interventi su aree destinate a funzioni collettive, vengano valutate con attenzione tutte le alternative disponibili.


