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TRENTO. «Non so ancora dove ho trovato la forza di oppormi, ma quando mi hanno detto di aprire la cassaforte ho detto no, piuttosto ammazzatemi. Là dentro oltre a tanti beni di valore - contante, orologi, gioielli - avevo anche un mucchio di documenti e ricordi di mio padre. Era il luogo in cui conservavo quello che è rimasto di lui a me e ai miei fratelli e sorelle. Non l'avrei mai aperta». Così l'imprenditore Eugenio Gallizioli ha risposto ai rapinatori che sono penetrati nel cuore della notte nella sua abitazione di via Falzolgher.
Un'opposizione di fronte alla quale la banda non si è persa d'animo. Hanno armeggiato per un bel po' prima di fermarsi e attendere per poco meno di un'ora che uno dei complici tornasse con la fiamma ossidrica per portare a termine il lavoro.
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