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TRENTO. Riemerge l'annoso procedimento dell'esproprio dei terreni per l'ampliamento del parcheggio all'ex area Zuffo. Nuova puntata ieri sera a Palazzo Thun, dove in Commissione consiliare per il bilancio e le attività economiche è approdata la proposta di deliberazione per la «copertura di un debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva per complessivi euro 344.277, 02, di cui euro 55.751,12 per interessi legali».
La vicenda giudiziaria, che ha visto anche un lungo contenzioso partito all'inizio degli anni Duemila fra il Comune e alcuni proprietari dei terreni, costerà all'amministrazione una spesa di quasi 345mila euro che «comporta una variazione in aumento sull'esercizio 2026 di 253.761,09 euro».
Una spesa che si riferisce a una sentenza che riguarda il procedimento di esproprio (deliberazione della Giunta comunale 24.11. 2003 numero 316 relativa all'approvazione del progetto per la "Sistemazione ed ampliamento del parcheggio di attestazione piazzale Zuffo"), riferita al debito nei confronti dei comproprietari delle particelle fondiarie, «a cui va corrisposta la maggiore indennità di esproprio stabilita con la sentenza della Corte d'Appello di Trento e confermata dalla Corte di Cassazione».
Partita, però, da non confondere con quella dei 4 proprietari che avevano presentato ricorso. Il giudizio definitivo infatti, arrivato soltanto nel corso dello scorso anno, in ultimo grado ha dato ragione all'amministrazione, disponendo la restituzione delle somme da parte dei ricorrenti nei confronti del Comune. Tradotto: nelle casse comunali dovrebbero tornare più di 2milioni di euro per quelle aree, diventati poi parcheggio.
All'epoca si parlava dunque di 2,4 milioni di euro l'importo complessivo, di cui 2.136.000 euro per espropri. Nel 2004 parte la procedura per acquisire le aree necessarie a realizzare i lavori: a determinare gli indennizzi è il Servizio espropriazioni della Provincia che stabilisce in 714 mila euro le indennità per i numerosi proprietari dei terreni. Alcuni di loro, proprietari di un terzo delle quote, presentano però ricorso alla Corte d'appello di Trento: contestano la stima - di 238 mila euro - a loro spettante. La sentenza d'appello arriva nel 2011 dopo che - nel frattempo - è stata approvata una nuova legge sugli espropri che ha rideterminato le indennità per i privati: in totale 1,9 milioni, accertando 632mila euro spettanti ai ricorrenti per la quota di loro proprietà.
I terreni in questione sono classificabili per la gran parte «aree edificabili», ad eccezione di una minima parte ad elevata pericolosità idrogeologica e quindi con un indennizzo pari al valore agricolo. La legge provinciale 6 del 1993, vigente quando furono determinati gli indennizzi di esproprio, stabiliva che per un'area edificabile l'indennità corrispondeva alla media tra valore venale e valore agricolo del terreno, maggiorato del 20% nel caso in cui i privati non si opponessero alla stima. Nel 2008 però la legge è cambiata: la nuova normativa indica il valore venale del bene come valore di esproprio per i terreni edificabili e stabilisce che i nuovi criteri si applicano, dove più favorevoli, ai procedimenti di esproprio per i quali siano pendenti eventuali ricorsi davanti alla commissione provinciale o all'autorità giudiziaria. E questo il caso di piazzale ex Zuffo, dove il ricorso dei proprietari era pendente dal 2004. La conseguenza è che l'esborso per il Comune era, al tempo, triplicato.


