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TRENTO. I corsi di educazione sessuale nelle scuole trentine non si fermeranno. A confermarlo è l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit), intervenuta dopo la notizia della sospensione del percorso «Conoscere il consultorio», il progetto che porta le ostetriche dei consultori a incontrare gli studenti delle scuole superiori per affrontare i temi della salute sessuale e riproduttiva.
La sospensione, emersa nei giorni scorsi, sarebbe legata alla necessità di definire le modalità con cui applicare anche in Trentino le nuove disposizioni nazionali sul consenso preventivo delle famiglie per le attività di educazione sessuale nelle scuole. Un passaggio che richiede un confronto tra l’Azienda sanitaria e il Dipartimento provinciale Istruzione, chiamati a individuare le procedure da seguire per proseguire gli interventi nel rispetto della normativa.
In una nota, Asuit ribadisce il valore di queste iniziative nell’ambito delle politiche di prevenzione. «La promozione e l’educazione alla salute rappresentano pilastri fondamentali delle politiche di prevenzione», sottolinea l’Azienda sanitaria, evidenziando come i percorsi rivolti agli studenti siano un’opportunità per sviluppare conoscenze, consapevolezza e comportamenti responsabili, contribuendo al benessere delle nuove generazioni.
La volontà, dunque, è quella di garantire la continuità delle attività, adeguandole alle disposizioni introdotte dalla cosiddetta legge Valditara, anche per quanto riguarda l’acquisizione del consenso informato in ambito scolastico. «Sono già state avviate le attività necessarie ad adeguare i percorsi formativi alle nuove disposizioni», comunica Asuit, confermando la prosecuzione della collaborazione con il Dipartimento Istruzione.
L’obiettivo è mantenere la qualità degli interventi e valorizzare il contributo dei professionisti sanitari che da anni lavorano insieme alle istituzioni scolastiche. Un’attività che, nell’ultimo anno scolastico, ha raggiunto numeri significativi: nel 2025-2026 il progetto «Conoscere il consultorio» ha coinvolto 54 istituti, pari al 94% delle scuole interessate, e 5.180 ragazze e ragazzi.
L’Azienda sanitaria conferma infine l’intenzione di garantire ai giovani un’educazione alla salute qualificata, accessibile e fondata su basi scientifiche. La prevenzione, conclude Asuit, deve continuare a rappresentare un investimento prioritario per il futuro della comunità trentina.


