TRENTO. Di giorno sarebbe deserto, mentre di notte alcune persone scavalcherebbero la recinzione per entrare e trascorrervi diverse ore, fino alle prime ore del mattino. È la situazione denunciata da Yuri Degasperi, esponente di Futuro Nazionale Trento, per un edificio incompiuto e abbandonato da anni a pochi metri dal Giardino Donne della Resistenza, frequentato ogni pomeriggio dai bambini del quartiere.

Secondo quanto riferisce Degasperi, le segnalazioni sarebbero arrivate direttamente dai genitori e dai residenti. Le testimonianze raccolte descrivono una dinamica ricorrente: «Verso le 22.30 alcune persone scendono dall’autobus alla fermata vicina, si dirigono verso il cantiere e scavalcano per entrare nell’immobile». Si tratterebbe generalmente di tre o quattro persone, che lascerebbero lo stabile nelle prime ore del mattino. Non è noto, sottolinea Futuro Nazionale, a quale titolo si trovino all'interno dell'edificio.

La situazione sarebbe già stata portata all’attenzione delle forze dell’ordine. Degasperi riferisce che domenica mattina davanti all’immobile sono intervenute sei pattuglie. I residenti, aggiunge l’esponente politico, segnalerebbero inoltre un aumento delle effrazioni ai danni di automobili e portoni dei garage. Un collegamento tra questi episodi e le persone che entrerebbero nello stabile, tuttavia, non risulta accertato.

Da qui la richiesta rivolta al sindaco Franco Ianeselli e al Comune di intervenire per garantire la sicurezza della zona. «Quando un quartiere smette di usare i propri spazi pubblici, quel quartiere ha già perso qualcosa», afferma Degasperi, sostenendo che alcuni genitori non si sentirebbero più tranquilli nel mandare i figli al parco.

L'edificio, dopo il fallimento dell'impresa costruttrice, sarebbe entrato nell'attivo fallimentare e risulterebbe affidato al curatore sotto la vigilanza del giudice delegato. Futuro Nazionale chiede però che Palazzo Thun valuti gli strumenti a disposizione per intervenire «a tutela dell'incolumità pubblica», senza attendere la conclusione della procedura.

La proposta guarda anche al futuro dello stabile. Futuro Nazionale Trento chiede l'apertura di un tavolo tra proprietà, Comune e Itea per verificare la possibilità di recuperare l'immobile e destinarlo a finalità abitative. «In una città dove trovare casa a un prezzo sostenibile è diventato un'impresa – conclude Degasperi – è uno spreco che non ci possiamo permettere».