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TRENTO. Stop all'assistenza che lo Stato offre nel percorso di riconoscimento dello status di rifugiato e revoca immediata della misura di accoglienza. È quanto ha disposto la Commissaria del Governo Isabella Fusiello nei confronti di un cittadino marocchino 24enne, ospite della Residenza Fersina, che ha creato non pochi problemi all'interno della struttura, tra minacce di morte ed aggressioni nei confronti degli ospiti e anche del personale della cooperativa che gestisce la struttura. Una situazione insostenibile che ha portato la prefetta a firmare il provvedimento che dispone, in concreto, l'allontanamento del giovane dalla struttura perché soggetto pericoloso.
Si tratta del primo caso in Trentino: il ricorso dello straniero contro la decisione del Commissario del Governo (in rappresentanza del Ministero) è stato respinto dal Tar. Il 24enne marocchino, come egli stesso ha rappresentato in sede di giustizia amministrativa, ha lasciato il suo Paese d'origine a causa delle aggressione subìte e cercato riparo in Italia nel marzo 2022. A seguito della domanda di protezione internazionale, formalizzata a marzo 2023, è stato inserito nel progetto di accoglienza per richiedenti asilo con alloggio presso la Residenza Fersina.
Era dunque partito il programma di sostegno in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato: il giovane ha frequentato un corso di lingua italiana ed è stato inserito nel mercato del lavoro. Dal punto di vista occupazionale nessun problema. Diversamente, nell'ambito del rispetto delle regole di convivenza sono emerse le gravi criticità che hanno portato il Commissariato del Governo a prendere in mano la situazione. Le prime segnalazioni risalgono all'autunno 2024, per episodi di minacce nei confronti dei sorveglianti della struttura. In un caso l'operatore si era opposto - come prevede il regolamento - al tentativo del 24enne marocchino di far entrare nella Residenza Fersina una persona non autorizzata. Il giovane avrebbe poi minacciato di morte e aggredito un altro operatore (5 giorni di prognosi). Per il Tar, la decisione del Commissario del Governo è «congruamente motivata nell'ottica della massima prevenzione sul piano amministrativo tenendo conto della gravità delle condotte poste in essere in un cospicuo lasso temporale e dell'esigenza di tutela dell'incolumità personale e della sicurezza sul lavoro degli operatori dell'accoglienza, nonché degli ospiti». Si tratta di «episodi gravi» «rispetto ai quali del tutto ragionevolmente l'Autorità di P.S. ha ritenuto incompatibile la permanenza del ricorrente all'interno della struttura». Viene inoltre rilevato che il giovane ha un lavoro (il contratto gli è stato rinnovato fino alla fine di maggio 2026) e una «concreta capacità di autosostentamento», con un reddito annuo superiore alla soglia dell'assegno sociale: significa che ha la possibilità di pagarsi un alloggio.


