TRENTO. Si è chiuso ieri, 21 agosto, il termine per depositare le osservazioni in merito al procedimento di verifica di assoggettabilità alla VIA (la valutazione di impatto ambientale) rispetto al primo lotto della funivia che collegherà la città di Trento al monte Bondone, in particolare quello tra il capoluogo e l'abitato di Sardagna.

Diverse le perplessità presentate ad Appa da cittadini (c'è chi ha chiesto «quanti platani di lung'Adige monte Grappa verranno tagliati e come si pensa di reintegrare la loro funzione ecologica»), dirigenti provinciali, ambientalisti e politici. In tutto, due pareri ed otto documenti.

.Deromedis (Servizio Strade) «Protezione e sicurezza»

Il dirigente del servizio Gestione strade Sergio Deromedis si è detto favorevole, ma con alcune accortezze: «Nonostante gli accorgimenti previsti per limitare i rischi derivanti dalla caduta di oggetti dalla cabinovia, si chiede di valutare con particolare attenzione il tema della protezione della sede stradale in corrispondenza dei sorvoli delle strade». Inoltre «per quanto concerne il franco verticale sopra le strade statali e provinciali eventualmente interferenti, è fondamentale che vi sia un ampio margine di sicurezza, al fine di scongiurare eventuali pericoli derivanti da inopportuni transiti con carichi sporgenti fuori sagoma». Va poi valutato «l'effetto sulle cabine, causato dallo spostamento d'aria aggiuntivo al vento, derivante dal transito dei veicoli (soprattutto pesanti) nelle sottostanti sedi viarie».

Gli ambientalisti: «VIA completa per la trasparenza»

Ben undici associazioni ambientaliste - Italia Nostra sezione trentina (con sei pagine di relazione), Circolo di Trento di Legambiente, WWF Trentino, LIPU Trento, ENPA Trentino, LAV Trentino, Yaku, In Difesa Di, The Outdoor Manifesto, Mountain Wilderness e Rete Climatica Trentina - hanno preparato una nota condivisa e sollecitato il Comune di Trento a presentare proprie osservazioni, con una lettera indirizzata al primo cittadino Franco Ianeselli. «Il progetto non è una semplice sostituzione dell'attuale impianto - hanno spiegato, - ma l'avvio di un collegamento più ampio. Criticità? Consumo di suolo agricolo, abbattimento di alberi monumentali, rischi geologici sulla falesia di Sardagna, forte impatto su paesaggio e patrimonio storico-culturale, contraddizioni con le recenti varianti urbanistiche e mancata analisi di alternative progettuali.

Solo una VIA completa e partecipata può garantire trasparenza, qualità progettuale e tutela del territorio».

I dubbi della circoscrizione Sardagna

Otto le osservazioni presentate ed approvate nell'ultimo consiglio circoscrizionale di Sardagna del 18 agosto (sei favorevoli e zero contrari in quanto i tre rappresentanti di Insieme per Sardagna hanno dovuto abbandonare l'aula per incompatibilità).

Perplessità in merito all'attraversamento dell'elettrodotto ad alta tensione Terna, all'impossibilità di valutare l'impatto paesaggistico delle opere di mitigazione che verranno realizzate per fronteggiare potenziali crolli, tanto a valle del paese quanto nella futura stazione di Sardagna. Su quest'ultima, la circoscrizione chiede chiarezza anche sui volumi architettonici. Definita inoltre «poco coerente con l'idea di inserimento paesaggistico della stazione» l'intenzione di collocare il ricovero delle cabine a Sardagna, poi si richiedono ulteriori chiarimenti circa le misure per ridurre l'inquinamento acustico. In generale dunque la circoscrizione ritiene che «sia necessario procedere con la VIA per l'ipotesi progettuale nel suo complesso».

Critica Onda: «Assurda la VIA solo per la prima tratta»

«Risulta illegittimo proporre la procedura di VIA per la prima tratta senza tenere conto dell'impatto che avrebbe l'opera nel suo complesso, in quanto il lotto viene progettato in questo modo unicamente per permetterne la prosecuzione verso il Monte Bondone».

Così Onda ed in particolare la sua portavoce in consiglio comunale, Giulia Bortolotti, che si è soffermata su altri punti: consumo di suolo ed impatto sul paesaggio («la stazione va a impattare sul cimitero e sulla chiesetta antica»), modifiche alla viabilità di Sardagna, conseguenze acustiche («se non si volesse proseguire con il secondo lotto funzionale, sarebbe assurdo pensare a un impianto ad agganciamento automatico anziché a una funivia»), taglio di alberi monumentali ed infine il rischio overtourism legato alla realizzazione dell'opera. Anche Generazione Trento, la lista che ha portato in consiglio comunale Claudio Geat e Martina Margoni, ha depositato ieri le proprie osservazioni che saranno a breve rese note.