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TRENTO. Ce l’hanno fatta. Sono volati in Brasile e hanno conquistato il terzo posto ai mondiali RoboCup Junior under 19, i più giovani sul podio con i loro 15 e 16 anni. Sono quattro giovanissimi cervelli del Liceo scientifico Galilei di Trento: Matteo Artale, Tobia Petrolini, Daniele Braghetto e Giacomo Pancheri.
Ma non è tanto per il podio che vi raccontiamo la storia di questi quattro ragazzi.
Il loro viaggio ha inizio alle scuole medie, in un'aula dedicata al mattoncino, in cui il limite alla creatività è l’immaginazione. Qui è possibile creare un piccolo robot, con motori e sensori collegati ad un piccolo computer, semplice ed intuitivo.
Si lavora a gruppi, con i compagni. Chi ha più dimestichezza nella costruzione realizza la parte meccanica, si collabora e si reinventa. Il bello del mattoncino è anche questo, se non mi convince, in pochi istanti lo posso smontare e ricostruire. Chi invece ha più dimestichezza al computer inizia ad apprendere il software, i comandi base, le funzioni, come avviare i motori e leggere ed interpretare i valori restituiti dai sensori.
Lo scopo del laboratorio robotica non è preparare i ragazzi alla competizione, ma è il lavoro di squadra, in cui ogni studente porta la propria esperienza e la condivide.
Ed è ciò che avviene anche agli incontri extrascolastici in laboratorio del Liceo Galilei. Qui si è preparato il team .Jonson, composto da Matteo, Tobia, Daniele e Giacomo. Dopo aver partecipato in più occasioni a competizioni a livello nazionale ed europeo con il robot Lego, quest'anno era il momento di superare le limitazioni tecniche, ovvero costruire un robot in grado di affrontare tutte le difficoltà, e c'era bisogno di poter contare su un numero maggiore di sensori, per questo motivo si è deciso di gestire il tutto tramite un mini pc versatile e compatto, e la scelta è ricaduta sul Raspberry Pi4, abbinato ad un core Lego Spike. Questa combinazione ha permesso loro di vincere il campionato nazionale e qualificarsi per i mondiali in Brasile.
C'era un ultimo ostacolo, i costi molto alti del viaggio. Il contributo della Provincia e della scuola coprivano solo in parte le spese. A fare la differenza, e permettere che i quattro potessero partire, sono stati anche i sostegni arrivanti anche da realtà del territorio, Dalmec, Polytec, ProM, Fondazione Caritro, BTS Banca Trentino SudTirol e DAO cooperativa, nonchè a Marco C., che hanno creduto nei ragazzi.
Un grazie dunque a chi ha permesso loro di partecipare, che li ha seguiti in questo percorso formativo, si è prodigato alla ricerca di finanziamenti e li ha accompagnati, l'assistente di laboratorio e referente per la robotica Giorgio Anzelini. Numerose sono le persone che hanno seguito il team in questo viaggio educativo, a partire dalle docenti degli Istituti Comprensivi Francesca Donati e Cristina Sartori, il referente della rete territoriale e nazionale Tommaso Scarano, la professoressa Sara Fontanini, la dirigente Elena Ruggeri, le famiglie.
L'esperienza in Brasile è stata molto impegnativa, ma i ragazzi hanno saputo gestire al meglio le difficoltà, in due prove sono addirittura stati i migliori sul campo. Ma, al di là dei risultati, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con i migliori team del mondo, scambiare idee (e ricambi Lego), fare amicizie e presentare il proprio lavoro al pubblico. Un modo per crescere e conoscere il mondo.


