TRENTO. Il consiglio comunale aprirà la sua attività del 2022 con una seduta straordinaria dedicata al progetto di circonvallazione ferroviaria presentato da Rfi. È stato fissato per martedì 11 gennaio infatti l’incontro a palazzo Thun con il coordinatore del Dibattito pubblico sull’opera, Andrea Pillon.

Sarà una seduta “conoscitiva” e “informativa”, come specificato nella convocazione; un’occasione per coinvolgere i consiglieri nella proceduta di ascolto prevista per le grandi opere come questa. «Un modo - spiega il presidente dell’assemblea civica Paolo Piccoli - per raccogliere le osservazioni dei consiglieri e poi riportarle nella procedura di discussione e analisi del progetto».

Facendo bilanci e saluti di fine anno qualche giorno fa il sindaco Franco Ianeselli, a proposito del progetto di Rfi, aveva escluso l’ipotesi di pause di riflessione, auspicate in particolare dalla Rete dei cittadini e dai sostenitori dell’ipotesi di tracciato alternativo in destra Adige.

Parole che non sono piaciute ad Andrea Maschio, consigliere di Onda Civica, che ha scritto a tutti i colleghi consiglieri, di maggioranza e opposizione, una lettera in cui accusa Ianeselli di essere il primo ad aver messo in atto quel “confronto muscolare” che a parole vuole evitare caldeggiando una sola ipotesi di tracciato: quella proposta da Rfi.

Quanto alla procedura, il Dibattito pubblico si sta arricchendo nella sezione denominata “Quaderni” del sito dedicato (www.dpcirconvallazioneferroviariatrento.it) di diversi suggerimenti, osservazioni e proposte, molte delle quali peraltro già presentate pubblicamente da singoli, associazioni o nell’ambito degli incontri tenuti prima di Natale sul territorio.

Sono posizioni di cui Pillon assicura terrà conto al momento di redarre la relazione finale che chiuderà il dibattito pubblico e che verrà poi portata in conferenza dei servizi, l’organismo chiamato a mettere in evidenza pregi e difetti del progetto e a dare il via libera all’opera. Procedure che dati i tempi stretti di un progetto già finanziato per 930 milioni con i fondi del Pnrr procederanno a ritmo serrato nelle prossime settimane.

Tra i contributi portati all’attenzione di Pillon c’è anche quello che porta il nome di Walter Lenzi, consigliere comunale del Pd, ma che in realtà è sostenuto da centinaia di firme, tra cui anche quelle del collega Andreas Fernandez, di Europa Verdi, e del vice presidente della circoscrizione di Gardolo, Herve Parkoo. L’idea, che ha trovato attenzione e condivisione da parte dei tecnici comunali e provinciali, è quella di affrontare l’annoso problema della separazione causata dalla linea ferroviaria tra gli abitati di Canova e Roncafort coprendo letteralmente i binari, e il parallelo rio Lavisotto, con una collina artificiale per una lunghezza di 400 metri.

In realtà la zona interessata sta al di fuori del lotto 3 del quadruplicamento della Verona-Fortezza, quello attualmente in discussione che parte dall’Acquaviuva, si infila in tunnel sotto la Marzola, sbuca allo scalo Filzi e poi risale in galleria artificiale e trincea fino allo svincolo di Canova. Ma è chiaro che se l’alta capacità ha lo scopo di raddoppiare potenzialmente i treni in transito l’impatto anche da Canova in su sarà notevole.

«La nostra idea - sostiene Lenzi - è attuale sia nel caso di vada avanti col progetto di Rfi, sia che si decida di spostarsi in destra Adige e anche con l’opzione zero ed è ciò che Gardolo auspica da decenni: abbattere le barriere che ci separano».

Il progetto, denominato “Canfort”, prevede che, anche ipotizzando il raddoppio dei binari dagli attuali tre (uno della Trento-Malè) a sei, sia realizzata una copertura alta una dozzina di metri che porterà ad abbattere il rumore, aumenterà il verde fruibile e migliorerà le relazioni nel sobborgo. Anche perché lungo le pendici della collinetta si possono ipotizzare percorsi per le biciclette, uno skatepark, magari anche un vigneto. Tra espropri e lavori si ipotizza una spesa di larga massima di 30-40 mila euro. Un’idea futuribile ma che i firmatari puntano ad inserire subito in progetto, per non perdere il treno giusto.