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TRENTO. Il nuovo anno accademico è alle porte, ma la questione affitti per gli studenti universitari è tutt'altro che sistemata: a Trento una singola costa in media 544 euro al mese. Il problema c'è e va affrontato, vista la crescente difficoltà dei fuori sede a trovare appartamenti a prezzi sostenibili.
Chi si batte per garantire il diritto allo studio è Opera Universitaria che tramite i propri alloggi e attraverso convenzioni con i privati cerca di aiutare gli iscritti all'Ateneo. Come ricorda il presidente di Opera Fulvio Cortese, il mercato immobiliare in città è storicamente fuori scala, con il costo degli immobili e degli affitti alto per una città contenuta come Trento.
Presidente, ci si sta attrezzando per contrastare il problema degli affitti?
«Le previsioni sono incoraggianti. Chiaramente ci vuole del tempo per realizzare i nuovi progetti, ma i finanziamenti della Provincia e del Mur portano tante prospettive di crescita. Opera dispone di 1230 alloggi nelle varie strutture, la maggior parte viene utilizzata per garantire il diritto allo studio agli studenti che hanno una situazione reddituale bassa, mentre una parte è riservata per ospitare studenti stranieri. Tutti i possessori dei requisiti disposti dal bando per il posto alloggio riescono ad ottenerlo. Nessuno resta fuori da anni, la fascia studentesca più debole trova nella nostra offerta una risposta adeguata».
Gli studenti senza i requisiti necessari come possono fare?
«Alcuni posti in esubero extra bando vengono messi a disposizione. Una doppia costa 330 euro al mese e una singola 390. Per la fascia di reddito medio che non rientra nei requisiti c'è bisogno di un'offerta pubblica superiore. Per garantire i posti è difficile alzare il limite del reddito ma si può aumentare il numero degli alloggi, in modo da ampliare l'offerta e poter abbassare i prezzi».
Questi nuovi alloggi ci sono?
«Stanno arrivando. Da quest'anno accademico saranno disponibili 100 posti in via Borino a Povo, per la prossima primavera dovrebbero essere pronti 50 nuovi alloggi allo studentato Santa Margherita. Con un po' di pazienza, vedremo la realizzazione degli studentati di Piedicastello e di Rovereto, oltre all'ampliamento del blocco G a Sanbàpolis. Il compimento di questi progetti dovrebbe portare 500 posti in più e consequenzialmente abbassare il prezzo medio degli affitti».
Riguardo alla situazione con i privati, cosa si può fare per un miglioramento?
«Il Decreto ministeriale 481/2024 consente ai privati di realizzare posti alloggio per l'università con un contributo statale, di cui il 30% va agli enti per il diritto allo studio. Attraverso il portale TRent, noi offriamo ai privati di inserire il proprio annuncio e ne controlliamo la bontà e la veridicità. Gli alloggi universitari, come ad esempio il Collegio Arcivescovile, che stanno per essere realizzati dai privati con il contributo della Provincia, sono 180. Bisognerebbe fare una riflessione su come incentivare i privati ad affittare a prezzi sostenibili, dato che per godere di agevolazioni fiscali tramite cedolare secca, è necessario dare in locazione l'immobile con canone concordato trovando un accordo con il Comune, ma questa modalità non si rivela sempre vantaggiosa».
Tornando al pubblico, come è messa la città?
«La crescita nell'edilizia pubblica è forte e i nuovi studentati dovrebbero far si che la componente studentesca risulti essere il 10% della popolazione di Trento, che è la media europea. I nostri contatti con il Comune sono frequenti anche per rendere utilizzabili dagli studenti alcuni spazi pubblici».
Proprio l'assessora comunale alle politiche per la casa Giulia Casonato ha sottolineato come la politica del canone concordato sia da rivedere, ragionando su altre modalità per arginare il caro prezzi, tra cui la rivitalizzazione delle case sfitte che sono circa il 7% (5000 unità). «Uno strumento che si sta rivelando efficace - aggiunge Casonato - è quello dell'intermediazione tra proprietari e inquilini facilitata dalla Fondazione Trentino Abitare che lavora sul mercato immobiliare anche per dare garanzie agli affittuari».


