TRENTO. Una nuova mappatura dei capanni di caccia attraverso un'applicazione da installare sul cellulare dei cacciatori. È l'iniziativa attribuita all'Azienda Forestale Trento-Sopramonte che finisce al centro di un'interrogazione presentata dal consigliere provinciale della Lega Roberto Paccher, critico nei confronti di quello che considera un ulteriore aggravio burocratico per la categoria.

Secondo quanto riferito dal consigliere, l'Azienda Forestale avrebbe recentemente inviato una comunicazione alle quattro riserve di caccia facenti capo all'Associazione Cacciatori Trentini nel territorio comunale, chiedendo la collaborazione degli iscritti per avviare un censimento degli appostamenti. La procedura prevederebbe l'installazione di un'applicazione sullo smartphone e l'invio agli uffici forestali dei dati georeferenziati relativi alla posizione dei capanni.

Paccher, che sottolinea anche la propria esperienza di cacciatore ed ex presidente dell'Associazione Ornitologica Capannisti del Trentino, contesta soprattutto la necessità di questa nuova raccolta di informazioni. A suo giudizio, si tratterebbe di un adempimento aggiuntivo, senza sufficienti garanzie sulla tutela dei dati raccolti e sulla possibilità che le informazioni relative agli appostamenti vengano rese pubbliche.

Il consigliere evidenzia inoltre che, stando alle segnalazioni ricevute, l'iniziativa non sarebbe accompagnata da specifici riferimenti normativi né da una deliberazione istituzionale che ne chiarisca le motivazioni. «Non ne sono chiare le finalità reali», osserva Paccher, chiedendo di conoscere le ragioni alla base della mappatura.

Un altro punto riguarda le informazioni già disponibili. Il consigliere ricorda che la realizzazione degli appostamenti fissi di caccia è soggetta a denuncia al Comune territorialmente competente, con il consenso del proprietario e del conduttore del terreno e nel rispetto delle caratteristiche stabilite dal regolamento provinciale. Secondo Paccher, dunque, il Comune di Trento sarebbe già in possesso dei dati relativi alla localizzazione delle strutture.

Da qui la decisione di presentare un'interrogazione alla Provincia autonoma di Trento, competente in materia, per sapere se fosse stata preventivamente informata dell'iniziativa e se abbia avuto un ruolo nella sua definizione. Il consigliere chiede inoltre di chiarire l'eventuale coinvolgimento degli uffici provinciali nella raccolta dei dati.

La questione resta quindi aperta, in attesa di conoscere la posizione della Provincia e le motivazioni dell'Azienda Forestale Trento-Sopramonte. Al centro del confronto ci sono la necessità del nuovo censimento, le modalità di gestione delle informazioni e gli obblighi richiesti ai cacciatori.