TRENTO. Segnalazioni sui social, interrogazioni in Consiglio comunale e persino sospetti su possibili messaggi utilizzati dalla criminalità. Quello dei botti notturni che da mesi disturbavano i residenti della zona sud del capoluogo e dei sobborghi di Mattarello e Ravina era diventato un vero caso. Un'indagine condotta dalla Questura e dalla Polizia locale di Trento ha ora portato all'individuazione del presunto responsabile.

Si tratta di un uomo di 43 anni, denunciato dopo una perquisizione eseguita nella sua abitazione di via Volta da agenti della Squadra Mobile, della divisione Pasi della Questura e da personale della Polizia locale. All'interno dell'appartamento sono stati sequestrati oltre trenta articoli pirotecnici privi di autorizzazione, molti dei quali artigianali, oltre a diversi tubi utilizzati per il lancio di fuochi d'artificio.

Il 43enne, già noto alle forze dell'ordine e con precedenti, dovrà rispondere delle accuse di fabbricazione abusiva di materiale esplodente e di detenzione e produzione di materiale esplodente e pirotecnico senza le necessarie autorizzazioni. Gli investigatori hanno inoltre accertato che l'uomo avrebbe pubblicato sui propri profili social immagini di ordigni artigianali e dispositivi per l'innesco a distanza.

L'operazione è stata commentata anche dal sindaco di TrentoFranco Ianeselli, che ha evidenziato l'importanza delle segnalazioni dei cittadini. Proprio grazie ai numerosi post sui social e alle chiamate al 112 è stato possibile indirizzare le indagini. Durante la perquisizione, inoltre, sono stati trovati oltre 100 grammi di hashish, circa 34 grammi di marijuana e un bilancino di precisione. Per questo motivo il 43enne è stato denunciato anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.