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TRENTO. Il commissario provinciale dell'Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) di Trento, Marco Groff, ha sollevato una dura protesta per un blocco burocratico che terrebbe ferme presso gli uffici dell'Aci di Trento tra le 80 e le 100 domande di esenzione dal bollo auto. A far «traboccare il vaso», riferisce Groff, sono stati tre casi che il commissario segue direttamente: famiglie con persone affette da disabilità psichica o mentale, titolari di indennità di accompagnamento, che si sarebbero viste rigettare l'istanza. Rigetti motivati, secondo il commissario, dalle ultime disposizioni di Trentino Riscossioni Spa e dalle novità interpretative contenute nella guida dell'Agenzia delle Entrate del febbraio 2026. Gli uffici dell'Aci rifiuterebbero i verbali storici di invalidità civile che riportano l'esplicita descrizione della patologia, chiedendo al loro posto una nuova certificazione «non parlante» rilasciata dalla medicina legale dell'Asuit. Una tutela che, sottolinea Groff, la normativa garantirebbe da oltre venticinque anni a chiunque abbia una disabilità psichica accertata e percepisca l'indennità di accompagnamento.
Il paradosso, indica Groff, è che si tratta di famiglie che in questi anni hanno già cambiato auto diverse volte senza mai incontrare ostacoli: la richiesta di nuove certificazioni arriva oggi, all'improvviso, a diritto ormai da tempo acquisito. Groff ha espresso la posizione dell'associazione senza mezzi termini: «Come associazione mi sento offeso nella dignità. Queste lungaggini burocratiche sono volgarità che ledono le persone e i loro familiari. È una novità emersa di recente che porta grande sofferenza nelle case: le famiglie si chiedono con che diritto l'Aci imponga simili ostacoli. Ci si formalizza sulle diciture della guida dell'Agenzia delle Entrate, dimenticando la realtà dei fatti».
Il cuore della critica riguarda la mancanza di flessibilità e il mancato riconoscimento dei documenti più datati. Occorre, sottolinea Groff, «guardare alla sostanza dell'invalidità e non alla mera formalità del certificato. Ci sono verbali risalenti al secolo scorso che non hanno i classici puntini sulle "i" richiesti dai nuovi dettami e dai paletti tecnici dell'Agenzia delle Entrate. Ma sul piano sostanziale la gravità c'è tutta ed è evidente. Nel caso dell'handicap psichico con indennità di accompagnamento la legge è chiara: non c'è obbligo di alcuna modifica sull'autoveicolo. L'ente sta scegliendo la strada più comoda a livello burocratico, a scapito dei cittadini».
Ricordando che la gestione della tassa è delegata alla Provincia, Groff ha lanciato un monito: «Visto che siamo in tema di Autonomia, l'Autonomia trentina corregga al più presto queste anomalie. Se la facoltà locale permette di ampliare la platea di chi beneficia delle esenzioni, di certo non può essere usata per restringerla e negare diritti già acquisiti».
Per sbloccare lo stallo, il commissario annuncia che intende fare fronte comune con le altre associazioni del territorio che rappresentano famiglie nella stessa situazione: «Ci confronteremo nei prossimi giorni, perché anche altre famiglie si trovano sulla stessa barca. La legge è molto semplice: se c'è disabilità psichica o mentale e si percepisce l'accompagnamento, il diritto sussiste. Tiferemo sempre per le persone con disabilità e punteremo sulla difesa della loro dignità».


