TRENTO. Il bilancio di previsione 2027-2029 del Comune di Trento parte con un disavanzo di quasi 750mila euro per ciascuna annualità. È il quadro emerso dalla presentazione del progetto in Commissione Bilancio, mentre si avvicina la scadenza del 20 ottobre, quando dovrà essere definita la proposta di bilancio. A pesare sui conti di Palazzo Thun è soprattutto l’incertezza sull’entità dei trasferimenti della Provincia, alla quale si aggiungono alcune voci di spesa in aumento.

Tra queste figurano i costi legati ai trasporti e gli 800mila euro necessari per i contratti di servizio degli asili nido. Una combinazione di fattori che rende più complessa la costruzione del preventivo per il prossimo triennio e impone all’amministrazione di individuare nuove risorse e possibili risparmi per riequilibrare i conti.

La linea indicata dal Comune esclude, almeno nelle previsioni attuali, aumenti delle tariffe. Per compensare lo squilibrio finanziario si guarda quindi anche alle entrate straordinarie: tra le ipotesi figurano 5 milioni di euro derivanti dagli oneri di urbanizzazione, destinati a finanziare spese correnti.

Accanto alle nuove entrate, il progetto prevede una revisione delle uscite, con riduzioni che interessano diversi ambiti dell’attività comunale, dal personale al welfare, fino alla cultura. È proprio quest’ultimo settore a registrare uno dei tagli più significativi: la riduzione prevista supera i 340mila euro.

Le risorse disponibili dovrebbero consentire di garantire le attività culturali nella prima metà del 2027. Per la seconda parte dell’anno, invece, l’obiettivo è intervenire durante la successiva fase di assestamento del bilancio, quando sarà possibile aggiornare le previsioni finanziarie e verificare gli spazi di manovra.

Il quadro resta dunque legato anche all’evoluzione dei rapporti finanziari con la Provincia e alla possibilità di consolidare le entrate previste. Il passaggio in Commissione rappresenta una prima tappa di un percorso ancora aperto, nel quale l’amministrazione dovrà trovare un equilibrio tra sostenibilità dei conti, mantenimento dei servizi e contenimento della pressione economica su cittadini e famiglie.