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TRENTO. Sono 1.099 le domande del Bando Stufe 2025 che, secondo i dati forniti dalla Provincia, risultavano ancora senza copertura, per un fabbisogno complessivo stimato in circa 3,2 milioni di euro. È su queste richieste che si concentra l’interrogazione depositata oggi dalla consigliera provinciale del Pd del Trentino Michela Calzà, che chiede alla Giunta di fare il punto sulle risorse disponibili e sui tempi previsti per sostenere le famiglie che hanno presentato domanda.
Il tema era già emerso nella risposta a una precedente interrogazione, la numero 1426 del gennaio scorso. Dopo i primi due bandi, la Provincia aveva finanziato 1.161 impianti, mentre per il Bando Stufe 2025 rimanevano, appunto, oltre mille richieste ammesse ma non ancora finanziate. L’interesse registrato per la misura aveva quindi superato le risorse inizialmente disponibili.
La misura punta a favorire la sostituzione degli impianti a biomassa più vecchi e inquinanti, intervenendo così sul fronte delle emissioni legate al riscaldamento domestico. Ma per le famiglie che hanno presentato la richiesta resta ora da capire se e quando sarà possibile accedere effettivamente al contributo.
La Provincia aveva annunciato l'avvio di contatti con il Ministero dell’Ambiente per reperire nuove risorse e aveva prospettato anche la possibilità di integrare i finanziamenti attraverso una successiva manovra finanziaria. È proprio sullo stato di questi impegni che Calzà chiede aggiornamenti alla Giunta, insieme a indicazioni più precise sui tempi.
La consigliera vuole inoltre sapere se e quando verrà pubblicato un nuovo bando, alla luce della domanda registrata negli ultimi anni. Una questione che, secondo Calzà, riguarda non soltanto la qualità dell'aria, ma anche il bilancio delle famiglie.
«Sostenere la sostituzione delle vecchie stufe significa intervenire su due fronti strategici: quello ambientale, riducendo le emissioni, e soprattutto quello economico, offrendo un aiuto concreto alle famiglie sempre più alle prese con il carovita e con l’aumento dei costi dell’energia e dei combustibili», sottolinea la consigliera.
Per Calzà, in vista della stagione invernale, incentivare il ricambio degli impianti può rappresentare uno strumento per ridurre i costi del riscaldamento e favorire sistemi più efficienti. Da qui la richiesta alla Giunta di chiarire quali risorse potranno essere messe in campo e, soprattutto, con quali tempi potranno essere sostenute le oltre mille domande rimaste ancora senza finanziamento.


