TRENTO. Sono 2.849 i cittadini di Trento che oggi non hanno un medico di base. È il numero che più di ogni altro fotografa una situazione arrivata in Consiglio comunale e che il consigliere Errico Di Pippo (PD-PSI) ha definito «al collasso».

Il quadro è pesante: in tutta la provincia mancano medici in 63 zone, 17 nell'ambito di Trento e Valle dei Laghi e 13 nel solo Comune di Trento. L'accordo nazionale del gennaio 2026 indica come soglia ideale un medico ogni 1.200 pazienti, ma in provincia la media è già di uno ogni 1.388, e a Trento città la situazione è ancora più critica.

A pesare è soprattutto il mancato ricambio: all'ultimo bando si sono presentati appena cinque medici già abilitati e sette ancora in formazione, mentre negli ultimi due mesi, tra Trento e la Valle dei Laghi, sono andati in pensione tre medici e ne è entrato in servizio uno solo.

Nella sua interrogazione Di Pippo ha ricordato anche la richiesta rivolta a dicembre dall'Azienda sanitaria, che ha invitato i medici già in servizio ad aumentare volontariamente il numero di pazienti seguiti fino a 1.800, e ha puntato il dito sull'ambulatorio d'emergenza aperto dal 1° luglio alla Casa di comunità di Trento Nord: una struttura difficile da raggiungere con i mezzi pubblici e che offre solo visite, senza altri servizi.

Quanto agli annunci della Provincia, che ha comunicato il diploma di 16 nuovi medici, il consigliere ha invitato alla prudenza: si tratta di un dato riferito all'intero territorio provinciale, senza alcuna garanzia che questi neodiplomati partecipino ai prossimi bandi o scelgano di lavorare a Trento.

A rispondere è stata l'assessora Giulia Casonato, che ha portato in aula i dati forniti dall'Azienda sanitaria. Dopo l'ultimo bando è entrato in servizio un solo nuovo medico. In città lavorano 42 medici con 1.500 pazienti ciascuno, dodici che superano quella soglia (dieci dei quali hanno già raggiunto il tetto massimo di 1.800), otto fermi a 1.275, quattro a 1.300 e quattro giovani ancora in formazione, che per ora non possono superare i 1.000 assistiti.

Proprio per questi ultimi è previsto un aumento a 1.500 pazienti al termine del corso: entro la primavera del 2027 per tre di loro, entro la fine del 2028 per il quarto. Da agosto è atteso l'arrivo di un medico con incarico a tempo determinato.

Sull'ambulatorio di Trento Nord, Casonato ha confermato che si tratta di una soluzione temporanea e che Asuit è al lavoro per trovare professionisti capaci di garantire un servizio più stabile.

Di Pippo ha chiesto all'amministrazione di fare pressione sulla Provincia perché riconosca quanto il problema sia sentito dai cittadini, e ha chiuso con un paragone: se far spostare qualcuno di un chilometro per rinnovare la carta d'identità viene considerato un disagio, qui per una semplice visita di controllo ci si trova a percorrere tre o quattro chilometri, a volte fuori Comune, un peso che grava soprattutto su anziani e persone fragili, cioè proprio chi del medico di base ha più bisogno.