TRENTO. Ha cercato per una vita di comprendere i meccanismi più profondi della mente umana, le sue fragilità, le sue contraddizioni e le ragioni dei comportamenti più difficili da spiegare. E’ scomparso a 78 anni Ezio Bincoletto, psichiatra, psicoterapeuta, perito giudiziario e scrittore. Se ne va una figura conosciuta della psichiatria trentina, un professionista che aveva portato la propria esperienza dagli ambulatori alle aule di tribunale, confrontandosi con il disagio psicologico, i disturbi dell'infanzia e alcune delle vicende giudiziarie più delicate della cronaca locale.

Nel corso della sua carriera Bincoletto aveva affiancato all'attività clinica quella di consulente tecnico e perito, chiamato a valutare la capacità di intendere e di volere, la pericolosità sociale e le conseguenze psicologiche di episodi di violenza e abuso. Un lavoro complesso, nel quale la conoscenza della psiche si intrecciava con le responsabilità individuali e le esigenze della giustizia.

Psichiatra, psicoterapeuta e neuropsichiatra infantile, aveva dedicato una parte importante della propria attività anche ai bambini con disturbi specifici dell'apprendimento, in particolare dislessia, disgrafia e discalculia. Si occupava di diagnosi, test cognitivi e psicologici, valutazioni della personalità e interventi specialistici, offrendo consulenza alle famiglie e alle scuole. Un'attività che comprendeva anche il sostegno ai genitori di bambini con difficoltà di lettura e percorsi individualizzati per affrontare i problemi dell'apprendimento.

Il suo nome era conosciuto anche nelle aule del Tribunale di Trento, dove aveva svolto incarichi di consulenza tecnica e perizie psichiatriche e psicologiche in procedimenti di particolare complessità. Tra gli ambiti affrontati, le conseguenze degli abusi sui minori, le violenze di genere e le valutazioni sulle condizioni psichiche delle persone coinvolte in vicende giudiziarie. La sua esperienza comprendeva inoltre consulenze in materia civile, penale e assicurativa.

Accanto all'attività professionale, Ezio Bincoletto aveva partecipato al dibattito pubblico sulla salute mentale, intervenendo su questioni come il disagio giovanile, l'evoluzione dei servizi psichiatrici e il rapporto tra malattia mentale, società e istituzioni. Aveva inoltre coltivato la passione per la scrittura, pubblicando saggi tra cui In principio ero io e Nel paese senza matti, dedicati alla psicologia, all'esperienza umana e alla storia della psichiatria.

Bincoletto lascia la moglie Michela, il figlio Paolo e il fratello Antonio. I funerali si terranno lunedì 2 novembre 2026, alle ore 15, nella Sala del Commiato del Cimitero di Trento. Successivamente il feretro proseguirà per la cremazione.